Militia Christi contro il Roma EuroPride 2011

“Un vergognoso appuntamento, da impedire con ogni mezzo moralmente lecito”. Così gli integralisti cattolici di Militia Christi accolgono l’EuroPride che si terrà nella capitale.

Roma – Dal 23 aprile del 1992, giorno in cui è nato, punta "all’evangelizzazione dell’ordine temporale (la società) attraverso la dottrina sociale cristiana ed un’integrale testimonianza del ricchissimo patrimonio spirituale e culturale della Santa Chiesa". Il Movimento politico cattolico Militia Christi si è scagliato contro il Roma EuroPride 2011, presentato domenica e atteso nella capitale l’11 giugno del prossimo anno.

Da tempo ostili agli omosessuali, gli integralisti di Militia Christi tornano così ad attaccare il Gay Pride, dopo aver esposto a luglio, in concomitanza dell’ultima sfilata capitolina per i diritti glbtq, uno striscione che polemicamente tuonava "Gay pride: diritti alla perversione".

Un concetto ribadito ed incredibilmente rafforzato nelle utlime ore tramite un comunicato ufficiale, che annuncia di voler "impedire, attraverso ogni mezzo moralmente lecito, che un evento del genere si possa realizzare sul suolo di Roma". L’EuroPride romano viene etichettato come un "vergognoso appuntamento che vedrà sfilare per le strade della Capitale un massiccio corteo di associazioni omosessuali, che porteranno con loro le rivendicazioni di inesistenti ‘diritti’, comprese le richieste di adozioni di bambini, con tutta la ‘coreografia’ di offese al Santo Padre e alla Chiesa". Militia Christi – continua la lunga nota – sottolinea come "manifestazioni del genere, non solo non sono espressione di vera libertà, ma sono altamente offensive della Fede, e contrarie al patrimonio spirituale, culturale e umano del popolo di Roma". "L’iniziativa – conclude il Movimento politico cattolico – vuole rimarcare come manifestazioni del genere, oltre ad essere oscene ed immorali, nonché lesive del carattere sacro della città eterna, come capitale del cattolicesimo, e profondamente anticristiane, con parodie del papa e insulti alla chiesa, siano anche negative per tutti quegli omosessuali onesti che vivono la propria condizione con disagio e non condividono la mentalità delle lobby omosessuali".

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– Reazioni: Non si sono ovviamente fatte attendere le reazioni dei massimi esponenti delle associazioni glbtq al comunicato di Militia Christi. Se il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, assegnatario dell’evento, preferisce non cadere nella trappola della guerra mediatica, "andando avanti con il lavoro, il cui fine è quello di rendere dignità alle persone Glbt che in questo Paese sono ancora, nel 2010, considerate cittadini di serie B", a parlare sono Fabrizio Marrazzo ed Imma Battaglia. “Le dichiarazioni di Militia Christi sono deliranti e inaccettabili – precisa il Presidente di ArciGay Roma. "L’Europride in programma il prossimo anno nelle Capitale mostrerà in modo chiaro che i romani e gli italiani vogliono diritti e uguaglianza per tutti i cittadini". "A provocazioni di questo tipo la comunità lesbica gay e trans – conclude Fabrizio Marrazzo – risponderà unita e determinata con un grande appuntamento internazionale che vuole aprire una nuova fase di cambiamento per il Paese”.

Netta anche la posizione del Presidente del Di Gay Project, Imma Battaglia, pronta a "respingere decisamente le dichiarazioni di Militia Christi che vuole impedire lo svolgimento dell’ Europride a Roma nel 2011″. “Queste prese di posizione ideologiche e fondamentaliste, tra l’altro, contribuiscono a far vincere le ideologie anche nei pride. Anche per questo c’è bisogno che l’organizzazione dell’Europride a Roma veda la più ampia partecipazione possibile di associazioni e realtà gay e trans e che l’Europride nasca all’insegna non dell’esclusione e dei monopoli ma della più ampia partecipazione democratica. L’omofobia si combatte con l’ unità – conclude Imma Battaglia – i diritti si conquistano con la democrazia. In ogni caso, se vogliamo sdrammatizzare, possiamo dire che Militia Christi pone le basi perché l’Europride abbia una forte campagna pubblicitaria che nel 2000 portò in piazza un milione di persone”.

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di Federico Boni