Mini guida allo sbattezzo in sei agili mosse

Chi si sbattezza per far sentire il peso di chi non crede più o non ha mai creduto

Alla luce del fallimento di una parte del ddl Cirinnà e dopo la manifestazione del 5 Marzo scorso a Roma, c’è chi pensa che l’unica cosa da fare sia limitare l’ingerenza della Chiesa Cattolica nella politica italiana. Come? Lo sbattezzo.

A Gennaio, durante i dibattiti in aula per il ddl Cirinnà, La Zanzara, programma condotto da Giuseppe Cruciani su Radio24, aveva lanciato l’idea Sbattezza-mi adducendo le seguenti motivazioni: per coerenza, per una questione di democrazia, perché si fa parte di gruppi “maltrattati” e altre, tra cui il vantaggio economico di non dover pagare le tasse sulla religione in paesi come Germania e Austria.

L’UAAR, Unione Atei e Agnostici Razionalisti fornisce da anni online i moduli sul sbattezzo collettivo che si svolgerà oggi, nel pomeriggio.

Perché lo sbattezzo?

Nell’Italia attuale il numero di credenti nella religione cattolica, secondo Wikipedia, si attesta intorno all’86% mentre secondo La Zanzara al 96%. Cifre altissime se considerate, in prima persona, tutte le persone che conoscete, tra amic*, parenti, collegh* e conoscenti che non si ritengono cattoliche, né tanto meno praticanti.

Sulla questione, Marco Marzano, docente di sociologia a Bergamo, nel 2012 ha scritto il libro “Quel che resta dei cattolici. Inchiesta sulla crisi della Chiesa in Italia”, dove ha provato a stimare il numero di credenti effettivi nel nostro paese. A suo parere, il numero dei praticanti sembrerebbe attestarsi intorno al 12-15%. Una percentuale inferiore a quella di chi si dichiara apertamente senza una religione, e più o meno la stessa di chi si identifica esplicitamente come ateo o agnostico.

Il panorama religioso del paese è già cambiato, sostiene Marzano. Molte inchieste mostrano come molte persone si rivolgano a un Dio personale, e a volte soltanto di un passaggio in vista dell’approdo, nelle nuove generazioni, a “forme più convinte di incredulità“.

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Chi potrebbe volersi sbattezzare?

Tutti coloro che, nel corso della propria vita non si sono più riconosciuti nella religione cattolica, pur essendo stati battezzati, spesso, a loro insaputa. Lo sbattezzo collettivo, in particolare, riguardando tante persone insieme può essere un buono strumento per far sentire l’ “atto politico” della scelta.

Come ci si sbattezza?

Sbattezzarsi è molto semplice, bastano 6 agili mosse (come mostra la gif) :

1 – Individuare la parrocchia in cui si è statI battezzati oppure cresimati

2 – Scaricare dal sito nazionale dell’UAAR il modulo per sbattezzarsi

3 – Fotocopiare un documento d’identità valido

4 – Spedire la fotocopia del documento e il modulo compilato alla parrocchia del punto 1) con raccomandata con ricevuta di ritorno

5 – Aspettare la notifica che attesta la vostra volontà di non far più parte della Chiesa Cattolica.

Quali sono le conseguenze dello sbattezzo?

 

1) Esclusione dall’incarico di padrino o madrina

2) Necessità della licenza dell’ordinario del luogo per l’ammissione al matrimonio

3) Privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di pentimento (ovvero nessun funerale in chiesa senza previo pentimento)

4) Esclusione dai sacramenti

5) Scomunica latae sententiae

Che sia la via giusta per farsi sentire?

Non lo sappiamo, però potrebbe diffondersi.

1 commento su “Mini guida allo sbattezzo in sei agili mosse

  1. Servirà a poco. Moltissime persone lgbt sono più presenti nella Chiesa di tanti stron*i che la usano invece solo come pretesto per giustificare la propria omofobia. Bene comunque che un sito di news lgbt pubblichi articoli del genere, mi ero rassegnato ormai ai siti più blasonati che sembrano auspicare una impossibile convivenza pacifica fra estremisti religiosi e gay. Fatevi passare la sindrome di stoccolma e sbattezzatevi, dio *****!

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