Modena: “Arcigay non entri in quel liceo”

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Un'assemblea sull'omofobia voluta dai ragazzi scatena le ire di 30 genitori: annullata.

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Le proteste di 30 genitori impediscono ad Arcigay di partecipare all’assemblea d’istituto prevista per domani a cui erano stati invitati dagli studenti. È successo all’Istituto Selmi, una scuola superiore di Modena dove i ragazzi avevano indetto un’assemblea per affrontare i temi della transfobia e dell’omofobia.

A mettersi di traverso, un gruppo di genitori che avrebbero chiesto alla preside di annullare l’incontro.

Un incontro che, però, i ragazzi difendono con forza e a favore del quale hanno racconto 1200 firme all’interno della scuola.

LA POSIZIONE DEI RAGAZZI

Chiarandrea Franchini, rappresentante d’istituto, ha raccontato al Resto del Carlino che contrariamente a quanto accaduto con assemblee precedenti, è stato loro chiesto di presentare i curricula degli attivisti che avrebbero dovuto partecipare all’assemblea (presidente e vicepresidente del comitato Arcigay di Modena) e che i primi rilievi sono stati posti per la scelta del film da proiettare durante il dibattito, “Priscilla, la regina del deserto”. Durante l’assemblea erano previste anche testimonianze di ragazzi vittime di bullismo omofobico. “Noi studenti abbiamo diritto ad organizzare l’assemblea ed il tema è molto sentito oggi” ha spiegato Chiarandrea.

ARCIGAY: “I NOSTRI SONO TEMI VISIONATI DAL MINISTERO. PARLIAMODI BULLISMO E DISCRIMINAZIONI

Una decisione, quella della dirigenza scolastica, della quale Arcigay Modena si dice dispiaciuta anche perché, spiegano, con il Selmi ci sono state collaborazioni precedenti. Le tematiche proposte dal comitato, specificano Francesco Donini e Alberto Bignardi, rispettivamente responsabile delle attività nelle scuole e presidente di Arcigay Modena Matthew Shepard, “sono state visionate, tra gli altri, del Ministero della Pubblica Istruzione, come prevenzione al bullismo e decostruzione degli stereotipi, che sono affrontate in modo serio ed esaustivo e non fungono affatto da specchietto per le allodole; fra queste tematiche è presente anche l’identità sessuale nelle sue varie componenti, come l’orientamento sessuale, necessarie per definire con esattezza omosessualità e transessualità e farle emergere dal sostrato di pregiudizio e stereotipi fonte di confusione, rifiuto e violenza, anche sotto forma di bullismo. Nessuna istigazione al sesso o indottrinamento alla pratica sessuale, ma anzi informazione e se è il caso prevenzione (tra le quali nominiamo anche l’astinenza)”.

TRENTA GENITORI VIETANO UN’OPPORTUNITÀ A 1200 RAGAZZI

E sul ruolo dei genitori Arcigay specifica: “È vero che (i genitori, ndr) se non sono d’accordo con le attività previste all’interno del programma formativo è diritto dei genitori non farvi partecipare i propri figli, privandoli di questa occasione di formazione e conoscenza; quello che non è né legittimo né giusto è che per i propri

preconcetti tolgano questa opportunità agli altri 1200 ragazzi che invece l’hanno richiesta a gran voce”.

Come spesso è accaduto in circostanze simili, una delle motivazioni addotte dai genitori per chiedere l’annullamento dell’assemblea è la mancanza di contraddittorio. Un’argomentazione a cui Arcigay Modena risponde spiegano che “e si parla di omosessualità, transessualità o omofobia allora si parla di condizioni dell’esistenza, sancite nella loro legittimità dalla comunità medica e scientifica, e della non accettazione e discriminazione correlate a queste condizioni, anch’essa riconosciuta a livello sociale, e non di tesi contrapposte; sarebbe come dire che ad un’assemblea sulla Shoa dovrebbe essere presente almeno un rappresentante del negazionismo”.

“Linguisticamente – continuano i due rappresentanti – il contrario di omo é etero. Quindi si potrebbe avere come contraltare un eterosessuale. Ma se si parla di omofobia dobbiamo per forza avere un omofobo?”.

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IL PRECEDENTE DEL MURATORI

Quello del Selmi non è il primo caso di una scuola modenese in cui i temi dell’omofobia e della transfobia scatenano le proteste dei genitori. Era già successo al liceo Muratori dove i ragazzi avevano invitato Vladimir Luxuria a parlare di transfobia. Anche in quell’occasione, alcuni genitori tentarono di impedire l’incontro che, dopo una serie di annullamenti e rinvii, si tenne comunque per volere dei ragazzi .

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