Modena: nasce sportello anti-discriminazioni

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E' un punto d'ascolto per chi ritiene di essere penalizzato a causa della nazionalità, del genere, della religione, dell'aspetto, delle caratteristiche fisiche, dell'età e dell'orientamento sessuale.

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MODENA – E’ nato a Modena uno sportello per dire no ad ogni tipo di discriminazione. Si tratta di un punto d’ascolto che offre accoglienza e orientamento a chi ritiene di essere penalizzato rispetto agli altri o si considera vittima di comportamenti offensivi e molesti a causa della nazionalita’, del genere, della religione, dell’aspetto, delle caratteristiche fisiche, dell’eta’ e dell’orientamento sessuale.
Il servizio si trova all’interno di Punto d’Accordo, il centro di mediazione sociale che si occupa di liti di condominio, diverbi tra giovani e adulti per motorini rumorosi o stereo troppo alti, incomprensioni tra insegnanti, genitori e alunni o fenomeni di bullismo.
L’iniziativa nasce dall’esperienza del progetto europeo Antenne, di cui il Comune di Modena e’ stato promotore, e in collegamento con una rete di associazioni e organizzazioni della quale fanno attualmente parte Insieme a Noi, Milinda, Arci, Civs (Children International Summer Camps), Arcigay, Consulta comunale dei cittadini stranieri, Centro documentazione donna, un esponente della Comunita’ ebraica e Cgil.
Un operatore con formazione nel campo della prevenzione e del contrasto alla discriminazione aiutera’ l’utente a valutare l’accaduto e a capire se una casa, un posto di lavoro e un’opportunita’ gli sono stati negati per razzismo o semplicemente perche’ la domanda non aveva i requisiti o e’ stata presentata fuori tempo massimo.
Nel primo caso sara’ aiutato concretamente a far valere i propri diritti, nel secondo caso gli verra’ data l’opportunita’ di accedere in modo corretto alle opportunita’. All’interno del progetto Antenne, Modena ha studiato stranieri e malati discriminati attraverso una cinquantina di interviste, tre focus group e oltre 80 questionari.
“Cio’ che emerge – ha spiegato l’assessore comunale ai Servizi sociali Alberto Caldana – e’ che sono soprattutto gli stranieri a sentirsi discriminati, in particolare nel contesto del lavoro, ma il fenomeno coinvolge anche disabili, malati di Aids, omosessuali e tossicodipendenti. In altri termini, coloro per i quali la diversita’ e’ piu’ visibile. Con il nuovo servizio, che intreccia enti, associazioni e istituzioni, ci proponiamo di intervenire sul fenomeno e di dare concretezza a un principio dell’Unione europea che vieta qualunque tipo di trattamento discriminatorio, come affermano la Carta dei diritti, firmata a Nizza nel 2000, e il Trattato di Amsterdam”.

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