Moggi: gay e calcio incompatibili. “Nudi sotto la doccia”

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L'ex dg della juventus, indagato per lo scandalo Calciopoli sostiene che non ci sono gay nel calcio e che i due mondi sono incompatibili. Stupore e raccapriccio dal...

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Il mondo del calcio non è fatto per i gay. Luciano Moggi non usa giri di parole per mostrare il suo rifiuto alla presenza di omosessuali nel pallone. Le dichiarazioni rilasciate dall’ex direttore generale della Juventus in un’intervista a Klaus Davi nel corso di ‘Klauscondicio’, infatti, sono chiare: «Non so se i calciatori siano contrari ai gay in squadra, io sicuramente lo sono. Posso tranquillamente affermare che, nelle società dove sono stato, non ne ho mai avuti, mai. Non avrei mai voluto un giocatore omosessuale. E anche oggi non lo prenderei», ha detto Moggi.

«Sono un pò all’antica, – ha aggiunto il protagonista dello scandalo "Calciopoli" – ma conosco l’ambiente del calcio e, al suo interno, non può vivere uno che è gay. Un omosessuale non può fare il mestiere del calciatore. Nel calcio non ci sono gay, nè tra i calciatori nè tra i dirigenti. Non è razzismo, è un fatto di ambiente. Il calcio è un ambiente particolare, si sta nudi negli spogliatoi»

E il Moggi-pensiero, come era prevedibile, ha susictato un polverone. Secondo Marcella Di Folco, una delle portavoci del prossimo Pride nazionale di Bologna, «Ae Moggi non vede omosessuali nel calcio, è perché quello del calcio è un ambiente in cui gli omosessuali non si vogliono vedere, un ambiente di fatto omofobo».

Dello stesso parere il responsabile sport di Arcigay, Fabrizio Marrazzo, secondo cui «Lo sport deve essere uno strumento di aggregazione e non di esclusione e ogni anno moltissime persone lo abbandonano proprio a causa dell’omofobia che subiscono in squadra grazie a persone come Moggi.»

Si dice incredulo anche un esponente sportivo, il capitano della Volley Roma, Luigi Mastrangelo, che in un’intervista a "Babilonia" ha dichiarato: «I gay non dovrebbero avere alcuna paura a dichiararsi. Poi forse in Italia sarebbero criticati, ma questo è un problema di chi lo critica, non certo di uno sportivo gay».

Luciano Moggi è attualmente sotto processo a Roma per associazione a delinquere finalizzata all’illecita concorrenza con violenza e minacce per il caso Gea e in udienza preliminare a Napoli dove è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.

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