Mondiali di Calcio 2022, il Qatar: “Gay benvenuti, ma niente affetto in pubblico”

“Chiediamo però rispetto, le manifestazioni esplicite non fanno parte della nostra cultura”.

Dopo l’assegnazione dei Mondiali di Calcio del 2022 al Qatar, molte associazioni LGBT internazionali (e non solo) hanno protestato contro la scelta della FIFA.

Ma è lo stesso Hassan Al Thawadi (a capo della commissione che organizzerà l’evento), in un’intervista per il New York Times, a fugare ogni dubbio e a specificare – su esplicita domanda – che gli omosessuali potranno partecipare alla competizione. Anzi, che saranno addirittura i benvenuti: “Sono tutti benvenuti in Qatar. Quello che noi chiediamo è solo che la gente abbia rispetto, siamo una nazione relativamente conservatrice”.

Tutti benvenuti, dunque, ma con cautela e alle dovute condizioni: “Le manifestazioni pubbliche di affetto sono qualcosa che non fa parte della nostra cultura. Quindi tutto quello che chiediamo a tutti i fan che verranno è di rispettare questa cosa”.

Tutti benvenuti, dunque, ma baci e abbracci a casa vostra. Tutti benvenuti, dunque, ma solo se siete ricchi e portate altri soldi nel nostro Stato: sono attesi, infatti, oltre un milione e duecentomila visitatori.

Per i gay che vivono in Qatar, invece, è tutta un’altra storia. L’omosessualità è reato, ma solo se declinata al maschile: formalmente, infatti, i rapporti tra donne non sono proibiti. Prima del 2004 l’articolo 201 del Codice Penale puniva l’omosessualità con pene fino ai cinque anni di detenzione, poi ridotti fino a un massimo di tre.

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