Monica Cirinnà ha detto la sua sul caso Iene-Unar

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L'intervista è stata rilasciata a Radio Cusano Campus.

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La Senatrice del PD Monica Cirinnà, in un’intervista rilasciata a Radio Cusano Campus, ha detto la sua opinione in merito alle vicende di questi ultimi giorni che hanno coinvolto l’Unar e Francesco Spano.

“L’Unar è un luogo importante, un ufficio nazionale contro le discriminazioni e non solo le discriminazioni razziali, e quindi è chiaro che da oltre due anni, con l’entrata nel dibattito politico della partita Unioni Civili, anche le associazioni per i diritti delle persone LGBT siano entrate nel dibattito politico. E’ chiaro che l’Unar se ne occupi. Dietro al clamore della roba delle Iene ci sono atti di omofobia quotidiani. L’Unar deve continuare a lavorare, fino ad ora ha lavorato bene. L’Unar fa un bando per dare contributi e sostegno ad associazioni che cercano di combattere la discriminazione, discriminazione di vario tipo. Ci può essere stato un errore nel non andare a controllare a chi erano stati dati i fondi, dopo però un regolare bando, anche se si potevano preferire le onlus”.

E ancora: Dietro a questa partita si è scatenato il peggio dell’omofobia dei giornali, della televisione e di tanti personaggi più o meno vicini alla politica. La questione vera è che noi siamo un Paese omofobo, queste situazioni non fanno che peggiorare una partita di inclusione e di rispetto che invece noi dovremmo portare avanti. Il servizio delle Iene? Sangue, sesso, soldi, qui c’è tutto, forse non c’è un omicidio, quindi non c’è sangue, ma sesso e soldi ci sono, quindi le Iene hanno fatto il boom di ascolti utilizzando questo argomento. Hanno ottenuto il risultato che volevano ottenere, anche se non credo che gli autori delle Iene volessero ottenere le dimissioni del dirigente dell’Unar. Comunque, se un errore c’è stato si accerterà l’errore. A me dispiace che in questo momento ci sia un importante ufficio dell’amministrazione senza una guida. Spero presto in una nuova nomina e spero che le associazioni onlus senza scopo di lucro siano quelle maggiormente sostenute”. 

Conclude a proposito degli stereotipi di cui è vittima la comunità gay: “L’Italia di basso livello culturale vive di stereotipi. Lo stereotipo che viene affibbiato all’omosessuale è quello di essere un libertino sporcaccione che non ha alcun interesse ad una vita relazionale di coppia stabile ma che cerchi semplicemente relazioni sessuali. Non ci dimentichiamo, però, che corna, sporcaccioni e scambisti sono anche nelle famiglie cosiddette normali”.

 

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