Monsignor Anatrella e la masturbazione reciproca

Psicoterapeuta cattolico, creatore e divulgatore della teoria gender, consulente vaticano. Alcuni ragazzi lo accusano di abusi sessuali.

La prima cosa che colpisce, bisogna ammetterlo, è il nome: Tony Anatrella. Come la parodia di un gangster anni ’20 o il protagonista inconsapevolmente cafonal di un film di Sorrentino.

Purtroppo per noi però, il nostro non è né l’uno né l’altro.

L’Anatrella è, stando a Wikipedia, un presbitero, psicoterapeuta, scrittore e docente universitario francese.

La ragione principale per cui è balzato agli onori delle cronache riguarda la sua ossessiva opposizione alla teoria gender, che, non ci si stancherà mai di ricordare, non esiste.

Sua è anche la criticatissima nuova policy aziendale ecclesiastica emanata nel febbraio scorso. Tra le direttive, quella secondo cui i prelati non sono formalmente tenuti a denunciare abusi alle autorità, bensì, laddove certi, a convincere le vittime a denunziare l’accaduto.
Inutile sottolineare come in un sottobosco tanto ombroso questa soluzione possa considerarsi, diciamo, porosa.

Per avere un’idea del calibro dell’Anatrella riporto lo stralcio di un’intervista apparsa su Avvenire.it nel febbraio 2015:

A domanda:

Più volte lei ha sostenuto che all’origine del ‘gender’ c’è una grande bugia: pretendere cioè che l’identità sessuale si possa cambiare a piacimento, secondo una prospettiva immaginaria che non tiene conto del dato biologico. Perché è pericoloso incoraggiare questa convinzione?

Risponde:

Perché si rischia di creare le condizioni per un’immaturità diffusa della società. E se la società si ‘infantilizza’, va incontro ad un inevitabile arretramento e si disgrega. Quindi la convivenza sociale diventerebbe più difficile per tutti. Ci si illude di costruire libertà e invece si apre la strada al totalitarismo.

Ti suggeriamo anche  Ancona, licenziata dopo l'unione civile: il giudice le ridà il lavoro

L’assenza di consequenzialità logica, di appigli al reale, di qualunque tipo di supporto fattuale, esperienziale o statistico rende l’idea del surrealismo in cui il nostro agisce.

Altro incarico del monsignore riguarda il recupero dei seminaristi con dubbi sulla propria identità sessuale, avendo egli rinnovato le linee guida sulle vocazioni e formalizzando che il sacerdozio non può essere affrontato da omosessuali.

E qui la storia si complica, denunce anonime di ex pazienti (tutti maggiorenni) che narrano di metodi psicanalitici bizzarri come la masturbazione reciproca. L’accusa è di abusi sessuali.

Nel maggio del 2016 l’arcivescovo di Parigi, cardinale André Vingt-Trois ha precisato di “non poter agire sulla base di dichiarazioni anonime e indirette” e ha diffuso una nota per invitare coloro che ritengono di essere stati vittime di abusi sessuali da parte di monsignor Tony Anatrella, a presentare all’Autorità ecclesiastica una formale denuncia contro il prelato.

I libri di Tony Anatrella sono pubblicati in italia da Edizioni San Paolo, e si fregiano di un’introduzione del cardinale Angelo Scola.

6 commenti su “Monsignor Anatrella e la masturbazione reciproca

  1. Sempre lo stesso immenso intelletuale che difende la pratica dell’esumazione dei cadaveri per il vilipendio postumo: sempre più in alto!! Ma facciamo un esempio: domani qualcuno manda al posto di lavoro Jacopo Bedussi un paio di belle lettere anonime, dove lo si accusa di essere un necrofilo (per restare in tema) dedito a orge rituali sataniche (sempre per restare in tema). Nell’ottica bedussesca, chiunque non prendesse immediatamente le distanze sulla base incontrovertibile di quelle lettere anonime non sarebbe altro che uno schifoso collaborazionista dei satanisti necrofili. Oltre ovviamente a confermare direttamente la malignità e potenza di questi gruppi satanisti necrofili.

    Non fa una piega.

    In tutto questo mi rimane una domanda: ma è mai possibile che gay.it dia da scrivere a uno che riesce a dire che la teoria queer non esiste, che la de Lauretis è una persona che non è mai esistita, che cose come il femminismo queer intersezionale sono deliri cattolici?

    Siamo alle comiche. Se si vuole rendere un servizio alla causa invece che continuare a nascondere la testa sotto la sabbia e fare i bambini pre-scolarizzati conviene prendere il toro per le corna. E magari fare smettere di scrivere sproloqui a certi personaggi. Forse aveva proprio ragione Eco e sul web non facciamo altro che urlare tutti la nostra irrilevanza, magari però a certi personaggi sarebbe meglio indicare la porta prima che sputtanino tutto un movimento. My two cents.

    1. Lei è quello che è si è preso in diretta nazionale dell'”imbecille” e del “coglione” da persone che davano tranquillamente del “pagliaccio” a Buonanno: che si risolva ad insulti puerili e vagamente diffamatori pur di non rispondere nel merito non è certo una sorpresa. Fossi in lei prenderei la palla al balzo per fare un po’ di autocritica e contestualmente farsi da parte invece che continuare a danneggiare un movimento che di certi sproloqui ha bisogno come di cavoli a merenda. Se la cultura gay è passata da Foucault a Bedussi direi sia arrivato il momento di fare molta, parecchia (ma proprio tanta) autocritica.

      1. La sua ossessione per quello Sgarbi fallato che conduce la zanzara è curiosa. Neanche Cruciani è così ossessionato da Cruciani.
        Ad ogni modo se il Vittorio Feltri sgonfio mi avesse fatto un complimento mi sarei ritirato in convento.

        1. Niente, anche dopo averglielo fatto notare, continua imperterrito con gli insulti puerili. La cosa veramente buffa è che sono di molto più ridicoli gli sproloqui con cui inquina questo sito che non le patetiche etichette che in qualche recondito meandro della sua mente ha ritenuto argute o sarcastiche o comunque meritevoli di essere ruttate.

          Mi sembra a questo punto, come dicono i siciliani, sia solo cercare di lavare la testa a un mulo: si perdono acqua, sapone e tempo.
          Ricapitolando, giusto perchè un domani qualche sventurato potrebbe capitare su questa pagina, Jacopo Bedussi

          1) difende la pratica inquisitoria, cattolicissima, dell’esumazione dei cadaveri per processo e messa alla berlina postumi (medioevo is nothing)
          2) auspica l’epurazione di chiunque sia oggetto di lettere anonime
          3) deride e insulta i lettori che osino criticarlo

          Non sono un sostenitore delle purghe naziste stile Brendan Eich, ma non vedo come gay.it e chiunque abbia un minimo a cuore la conservazione della credibilità della comunità italiana possano volere un personaggio simile a rappresentarli.

Lascia un commento