Moretti ci ricasca: sì alla “famiglia naturale” e a quelle arcobaleno

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La candidata alla regione Veneto firma due documenti opposti: ira del Forum delle famiglie

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ARTICOLO AGGIORNATO*

Dopo il caso dell’ex leghista, col suo carico di dichiarazioni omofobe alle spalle , candidato in una lista a sostegno dell’aspirante presidente del Veneto Alessandra Moretti, l’ex europarlamentare del Pd torna sulle pagine dei giornali con un altro scivolone in tema di diritti delle persone lgbt.

L’aspirante presidente, infatti, ha firmato il documento “Come Out” di A fare il Veneto comincia tu in cui si chiede ai candidati di impegnarsi in politiche “a favore di un concetto inclusivo di famiglia e di lotta contro le discriminazioni verso le persone LGBTI (…) promuovendo il rispetto e il riconoscimento in maniera paritaria e coerente dei diritti di tutte le famiglie. Combattere verso i figli nati e/o cresciuti all’interno delle famiglie arcobaleno“. Firma, quest’ultima, apposta il 17 maggio, Giornata Internazionale contro l’Omofobia, giorno in cui Moretti aveva anche partecipato all’abbraccio alla Basilica Palladiana di Vicenza, organizzato dalle associazioni lgbt locali proprio per dire no all’omofobia.

(continua a leggere dopo l’immagine)

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Un impegno apprezzabile, che avrebbe potuto chiudere definitivamente l’incidente di qualche giorno prima. Se non fosse che Moretti ha firmato anche un altro documento, quello del “Forum Veneto delle Associazioni Familiari”, con tanto di proclami a favore della “famiglia naturale” e la richiesta di spendersi per “una legge regionale sulla famiglia naturale che non includa altre forme di convivenza”. Due firme che cozzano vistosamente, non perché un “concetto inclusivo di famiglia” escluda quella che viene definita “famiglia naturale”, ma perché è il documento del Forum a escludere palesemente il riconoscimento delle altre forme di famiglie.

E infatti a denunciare il corto circuito in cui è incappata Alessandra Moretti è proprio il presidente del Forum Mario Bolzan che al Giornale dichiara: “Avevamo voluto darle credito, ma questo è troppo: ci sentiamo presi in giro, dobbiamo cancellarla”. “Apprezziamo di più l’atteggiamento di Jacopo Berti (candidato del M5S, ndr)- continua -, che non condividendo tutto il testo ha preferito non firmarlo, ma si è detto disponibile a collaborare su

alcuni punti. Quanto a Luca Zaia, c’è stato un problema di comunicazione con lui, ma diversi suoi candidati sono con noi, così come altri della stessa Moretti”.

C’è una grande confusione, nel comitato elettorale di Alessandra Moretti, a quanto pare, se l’aspirante governatrice si ritrova ad essersi impegnata in due progetti tra loro contrapposti e antitetici. Ancora una volta, lo scivolone è sui diritti civili, ma se nel caso del candidato omofobo Moretti aveva risposto che “sui diritti civili marciamo uniti”, pubblicando sul suo sito pochi giorni dopo un accenno di programma in merito, questa volta la domanda è: uniti con chi, onorevole Moretti?

*AGGIORNAMENTO

“Date le posizioni precedenti di Alessandra Moretti in tema di diritti LGBT – precisa al telefono con Gay.it Mattia Stella, presidente di Arcigay Vicenza -, siamo convinti che si tratti di uno scivolone, non di un’adesione convinta a quella piattaforma”. “Moretti da mesi ha dimostrato vicinanza alle nostre istanze – continua Stella, che ha raccolto personalmente la firma della candidata di centrosinistra al documento di ‘A fare il Veneto Comincia tu’ -. Già lo scorso anno ha incontrato le associazioni lgbt venete e si è espressa a nostro favore anche quando è scoppiato il caso della Giornata della Famiglia Tradizionale, promossa dalla Lega in Regione. Ha anche sottoscritto il documento politico del Verona Pride e, poi, lo scorso 17 maggio, ha aderito alla piattaforma. Crediamo che questi fatti possano bastare a dimostrare che davvero si sia trattato di uno scivolone commesso in totale buona fede”.

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