Mosca, da 14 anni il Comune dice no al pride

Ogni volta, la risposta è sempre la stessa: un secco no.

Non è certo una novità la chiusura della Russia nei confronti dei diritti della comunità LGBT. Anzi, la legge in vigore vieta categoricamente qualsiasi manifestazione, ma anche semplicemente sventolare una bandiera rainbow può costare il carcere. Non sia mai scambiarsi un bacio in pubblico. Con queste prerogative, proporre una parata sembrerebbe fuori discussione, ma le associazioni LGBT di Mosca ci hanno provato lo stesso.

E la risposta del Comune della capitale russa, da 14 anni, è sempre la stessa: niet.

Il No di Mosca al pride

L’attivista Nikolai Alekseyev ha spiegato al sito Interfax che tra il 25 e il 27 maggio avevano in programma tre manifestazioni incentrate sul tema LGBT, oltre alla parata del pride. E se il Comune non ne ha voluto sapere, le associazioni non si danno per vinte, e hanno annunciato che si rivolgeranno al tribunale per ottenere la loro manifestazione.

Le autorità di Mosca hanno appena bandito, per il quattordicesimo anno consecutivo, la marcia della Parata del Gay Pride di Mosca e di tre manifestazioni LGBT, negando così la richiesta di attuazione della sentenza della Corte europea per i diritti umani sull’illegalità del divieto di parate gay nelle città della Russia.

Difatti, la legge che vieta la “propaganda omosessuale” è contraria alla Convenzione Europea del 2017. E per questo motivo, tenteranno di ottenere giustizia tramite una sentenza.

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La parata avrebbe raccolto circa 300 persone, e sarebbe passata nelle vie principali della città, vicino a diverse piazze, come le normali parate che compongono l’Onda Pride ogni anno. Ma per la Russia, quel momento non è ancora arrivato. Alekseyev conclude:

Lo scopo dell’evento era quello di attirare l’attenzione sui problemi legati al rispetto dei diritti dei membri della comunità LGBT e alla loro discriminazione.