Muore a 48 anni, ma rifiutano i suoi organi perché era gay

Rohn Neugebauer aveva espresso il desiderio di donare gli organi, ma non gli è stato concesso per via della sua sessualità: “rischio di infezioni troppo alto, anche in caso di test dell’Aids negativo”

Aveva 48 anni, era gay, ed era un attivista impegnato nella promozione della donazione di organi. Un infarto se l’è portato via improvvisamente, ma quando il corpo di Rohn Neugebauer è arrivato in ospedale per l’espianto dei suoi organi, come lui stesso aveva voluto, i medici del Center for Organ Recovery di Pitsburgh, per il quale il compagno di Rohn aveva organizzato mesi prima un evento di raccolta fondi, in Pennsylvania lo hanno rispedito indietro. Perché? Perché era gay.

“Sono rimasto senza parole – ha raccontato Dan Burda, il compagno di Rhon alla CBS -. Sento che le mie cornee, la mia pelle e i miei tessuti non sono diversi da quelli di chiunque altro. E’ inaccettabile”.

Stando a quanto riporta il Daily mail, la sorella di Rohn ha riferito che gli addetti del CORE le hanno fatto molte domande dopo la morte del fratello, tra cui se avesse avuto relazioni omosessuali negli ultimi cinque anni.

Quando la donna ha raccontato che Rohn aveva avuto una relazione gay per gli otto anni precedenti, le è stato risposto che, in questo caso, i suoi organi non sarebbero stato accettati per l’espianto. L’infarto certo non rendeva possibile la donazione del cuore, ma cornee, tessuti e pelle avrebbero potuto aiutare molti malati. Secondo la politica adottata dal CORE, però, dai gay si possono accettare organi salvavita (come il cuore, appunto) ma non quelli considerati solo “migliorativi della vita” e per questo “non vale la pena correre il rischio di infettare altri pazienti” hanno spiegato.

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Il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie ha fatto sapere che “uomini che hanno avuto rapporto sessuali con altri uomini nei cinque anni precedenti la morte” devono essere esclusi dalla donazione “a prescindere dai risultati dei testi HIV“.

Insomma i gay, in quanto tali, vengono considerati soggetti a rischio e, secondo il Centro, il pericolo di infezioni sarebbe troppo alto. Inutile dire che sulle persone eterosessuali non vengono eseguiti gli stessi stringenti controlli in merito alle abitudini sessuali.

“Penso che sia un enorme pregiudizio dare per scontato che di base tutti i gay abbiano l’Aids e l’HIV” ha scritto Burda sul suo profilo Facebook. Ora, l’uomo ha lanciato una campagna perché cambi la policy per la donazione degli organi delle persone omosessuali ed ha iniziato una petizione su Change.org.