Napoli Pride, ragazza molestata durante il concerto

Una tentata violenza scuote il Napoli Pride. 24enne chiamata “lesbica”, palpeggiata e minacciata con un coltello. In manette l’aggressore. Ronchi attacca il sindaco: «Iervolino incoerente».

Minuti di paura per una 24enne colombiana ieri sera durante il concerto di chiusura del Napoli Pride. La ragazza che si trovava in Piazza Plebiscito tra i festeggiamenti che hanno portato la comunità lgbt italiana per le vie del capoluogo campano è stata avvicinata da un uomo di origine romena che dopo averla chiamata "lesbica" ha tentato una vera e propria violenza sessuale, prima palpeggiandole il seno e successivamente minacciandola con un coltello. Fortunatamente l’episodio si è svolto in prossimità di alcuni vigili urbani dell’Unità operativa di Chiaia che, nonostante il tentativo di reagire, sono riusciti a fermare l’aggressore e ad arrestarlo. Il 25 enne romeno verrà processato domani per direttissima. La grande partecipazione di manifestanti ha sicuramente fatto sì che questo gesto non abbia avuto tragiche conseguenze. Partecipazione stimata intorno alle 25.000-30.000 persone dalla Questura di Napoli, il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè ha, invece, dichiarato oggi ai microfoni del Tg3 regionale che la cifra sarebbe di gran lunga superiore considerando la gente comune che, catturata dalla coinvolgente atmosfera del Gay Pride, si è unita al corteo ed ha sfilato divertita "Alla luce del sole".

All’indomani delle proteste rivolte alla deputata del PD Anna Paola Concia per la sua partecipazione al Pride dopo aver incontrato Casa Pound, il ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi ha attaccato Rosa Russo Iervolino, il sindaco di Napoli che ha accolto con grande entusiasimo il Pride Nazionale nella sua città e che proprio ieri si è unita al corteo per la grande marcia dell’orgoglio gay. Il deputato non si è lasciato sfuggire l’occasione di innescare l’ennesima polemica nei confonti del gesto di apertura del sindaco nei confronti della cominità lgbt: «Rosa Russo Iervolino, all’ombra del gay pride e sotto le falde del Vesuvio ha detto si al registro delle unioni gay – ha dichiarato Ronchi – Ancora una volta i cattolici del centrosinistra tradiscono i valori nel nome dell’opportunismo. Un conto è la tutela dei diritti della persona umana, altro è il rozzo tentativo di dare dignità legislativa a famiglie costituite contro il diritto naturale. Le parole della Iervolino – ha concluso – dimostrano per l’ennesima volta quanto di profondamente incoerente e giustificabile solo per la conservazione delle singole poltrone, sia il definirsi cattolici nello schieramento di centrosinistra».

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di Iacopo Mencuccini