Napoli Pride, si avvia la macchina organizzativa

Dal Comitato che dovrà organizzare la manifestazione e gli eventi ai patrocini della politica locale. Ecco i prossimi appuntamenti in vista del Pride di Napoli spiegati da Carlo Cremona.

Come procedono i preparativi per il Gay Pride Nazionale di Napoli?

Il 12 Gennaio ci riuniremo noi di i-Ken con Arcigay Napoli ed Arcilesbica Napoli e daremo avvio alla fase costituente del Comitato Napoli Pride che noi di i-Ken vorremmo avesse un respiro politico più ampio di quello strettamente legato all’organizzazione del Pride 2010.

 

Avete già discusso delle ipotetiche date?

A febbraio ci sarà una riunione nazionale del Movimento GLBTQI qui a Napoli dove decideremo data e contenuto politico. La data risulterà anche dalla convergenza delle iniziative messe in un calendario, che sarà un "percorso" comune verso il Napoli Gay Lesbo Trans Pride 10 che terrà armonicamente insieme esigenze locali e nazionali in una stagione di mobilitazione e di lotta in Italia.

 

Chi saranno gli organizzatori?

Tutti e tutte coloro che credono nel Pride come manifestazione di rivendicazione politica e sociale che parte dalla comunità Lesbica, Gay e Trans e che abbraccia tutti e tutte, cominciando dalle nostre famiglie d’origine a quelle sociali, politiche ed anagrafiche. L’organizzazione logistica sarà affidata al Comitato Napoli Pride, dove vi saranno le associazioni che stanno collaborando dal 2007 alle mobilitazioni del movimento. L’organizzazione politica sarà composta da tutte le soggettività politiche che vorranno contribuire alla costruzione popolare e di massa del Pride, tra esse Arcigay ed Arcilesbica Nazionale, Famiglie Arcobaleno e  Agedo, Mario Mieli, Di’Gay Project, Cassero, Facciamobreccia, Certi diritti, Mit e Associazione Transgenere… insomma tutte le organizzazioni maggiormente attive.

E riuscirete a mettervi d’accordo?

Il Pride è una piazza politica ampia c’è spazio per tutti e tutte, nessuno cerca scontri, lacerazioni e tensioni, Napoli vuole dimostrare di essere terra di dialogo e di rispetto, di civile convivenza nel rispetto delle differenze e nelle diversità e di legalità. Sicuramente posso dire chi, per noi, non ci dovrà essere tra gli organizzatori: i gruppi d’ispirazione fascista e neo fascista e tutti quelli che usano la violenza e la sopraffazione come strumento politico in generale. Rivendichiamo la medaglia d’oro alla resistenza della nostra città, la facciamo vivere in ogni respiro che facciamo in un "tessuto" sociale e di precariato che ci rende "resistenza" civile ogni giorno della nostra vita. Ieri ci siamo liberati dal fascismo, oggi dobbiamo liberarci da quelle forze che vogliono le persone LGBT considerate ancora meno di altre.

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Avete avuto già modo di confrontarvi con la politica locale? Quali sono state le reazioni?

Molta attenzione e poco stupore. Sarà che chiedo dal 2007 che il Pride si tenga a Napoli, sarà che quello dell’anno scorso è stato un banco di prova ben riuscito, ma tutti se lo aspettavano. Subito hanno risposto positivamente il Sindaco Jervolino con gli assessori Riccio e Valente ed il Presidente Bassolino. Ma loro sono solo alcuni degli interlocutori, occorrerà mobilitare tutti gli amministratori delle 5 provincie e portare i gonfaloni delle città al Pride. Quello sarebbe un bell’obbiettivo politico: vedere sfilare i gonfaloni delle città tutti insieme con in testa la Sindaca con il tricolore. Poi in modo molto defilato ne abbiamo accennato anche al Cardinale Sepe nell’incontro dello scorso Ottobre. Non chiedevamo "benedizioni", conosciamo la posizione politica del Vaticano, ma noi crediamo nel dialogo e sappiamo che occorre parlare per far vincere le proprie ragioni. Noi non ci stancheremo di dialogare anche quando parleremo apparentemente soli, sappiamo che qualcuno nell’ombra ascolterà e dalle nostre parole sta prendendo coraggio.

 

È vero che hai dichiarato che il Gay Pride di Napoli sarà sobrio?

Mai dichiarato una cosa simile. Un giornalista de Il Mattino di Napoli, saputo del Pride, mi chiamò per sapere dell’assemblea nazionale del movimento LGBTQI a Roma e sintetizzò con il termine "sobrietà politica" dando adito ad equivoci come se fosse stata una richiesta "bacchettona" di sobrietà di costumi. Il concetto espresso al giornalista fu che per me il Pride rappresenta una giornata di liberazione e ciascuno e ciascuna possa e debba partecipare al corteo ed alla manifestazione secondo le proprie scelte purchè venga in pace, contro ogni tipo di violenza e nel rispetto di tutti e tutte anche dei tanti bambini e bambine che scenderanno in piazza con i loro genitori, i loro nonni e le loro nonne. Da presidente di  associazione ritengo anche che le associazioni e le organizzazioni debbano organizzare un Pride di contenuto politico e di rivendicazione sociale forte e deciso. Abbiamo detto che Napoli porterà il proprio vissuto, che parla di precarietà, di non lavoro, di lotta alla Camorra, di proposte di sviluppo del meridione e porremo questi temi accanto a quelli di più ampio interesse nazionale, come una legge di equiparazione tra tutti e tutte, il Matrimonio Civile tra omosessuali, le questioni delle famiglie omogenitoriali, i temi delle persone trans ( diritto, salute), prevenzione e lotta all’Aids, insomma tutti i temi del Pride. Ho detto che mostreremo quest alla sfilata, i corpi li useremo per portare avanti le nostre idee e non solo per mostrare lustrini e piume. Penso che il Pride debba portare in piazza tanti uomini e tante donne che lottano per la visibilità, non credo personalmente che si possa incentivare l’esibizionismo di qualcuno che vuole solo le pagine dei giornali tutte per se casomai per vendere più biglietti per una serata. In gioco c’è la libertà di uomini e donne ancora segregati nelle periferie e nei paesi d’Italia, degli anziani e delle anziane senza famiglia, sole e senza mezzi informatici. Noi dobbiamo portare loro in piazza insieme alle giovani generazioni, dobbiamo diffondere la cultura della visibilità e dell’affetto visibile.

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Vi aspettate dei patrocinii a livello locale? Quali?

Sono 3 anni che le Istituzioni locali hanno sempre concesso il Patrocinio Morale per i Pride di Roma del 2007-08-09, per quello di Bologna nel 2008 e di Genova nel 2009. Inoltre hanno anche già patrocinato e sostenuto con mezzi il Napoli Pride 2009. Questo perché da anni stiamo costruendo un percorso responsabile e di contenuto sui temi LGBTQI. Non sappiamo che cosa farà la Provincia ( da poco di Centro destra), certo è che in Campania tutte le province saranno chiamate a dare una mano, speriamo che Martina Castellana consigli il Presidente Cirelli di portare Salerno con protagonismo al Napoli Pride.

 

Quanto influiranno le elezioni sul vostro rapporto con le autorità regionali? Bassolino non si ripresenterà…

Noi siamo abituati a "sudarci" tutto, nessuno ci ha mai regalato nulla. Bassolino è sempre stato politicamente dalla nostra parte, ricordo che venne personalmente presso la sede del Comitato Napoli Pride 2009 per esprimere il suo personale impegno di militanza nella questione dei nuovi diritti. Vedremo concretamente quanto ci aiuteranno, avremo ulteriori elementi per valutare alle elezioni chi sostiene a parole e chi concretamente le nostre battaglie. Cosa farà Bassolino da grande occorrerà chiederlo a lui, non saprei che dire.

Quali sono i prossimi appuntamenti?

A febbraio cominciamo con la Candelora 2010 di Montevergine insieme al Comitato Candelora day e Vladimir Luxuria e subito dopo con l’organizzazione del Napoli Pride verso l’assemblea di Febbraio. Stiamo ragionando per lanciare un concorso per il logo del Napoli Pride, uno strumento per essere informati è il sito www.napolipride.com presto sul sito tutti gli aggiornamenti.

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di Daniele Nardini