Napolitano: “Vicinanza a vittime dell’omofobia. Promuovere inclusione”

Solidarietà del Capo dello Stato alla comunità lgbt, ma governo e parlamento latitano.

Come ogni anno, anche per il 2014 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha mandato il suo messaggio in occasione della Giornata mondiale contro l’Omofobia. Per farlo, ha scelto la forma del telegramma inviato al sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto che è anche relatore della legge contro l’omofobia che aspetta di essere discussa in Senato. “S’impone e va decisamente promossa una cultura dell’inclusione e del rispetto di ogni differenza con iniziative adeguate ed idonee nella famiglia, nella scuola, nelle varie realtà sociali ed in ogni forma di comunicazione – scrive Napolitano -. In occasione dell’ottava giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, istituita per l’iniziativa del Parlamento Europeo nel 2007, desidero esprimere la mia vicinanza a quanti sono vittime di aggressioni e di atti di discriminazione, più o meno latente, basata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere delle persone. Ne sono stati testimonianza tragici episodi di rinuncia alla vita da parte di giovani umiliati e offesi”.

Al telegramma, Scalfarotto ha risposto ringraziando il presidente per “la sua costante e personale partecipazione a questioni che coinvolgono moltissimi nostri concittadini” e auspicando una veloce approvazione della legge da parte del Senato.

Un messaggio che potrebbe cadere nel vuoto, quello di Napolitano, come è già successo gli scorsi anni. Basti pensare non solo alla legge arenata al Senato, ma anche al ritiro da parte del Ministero della Pubblica istruzione degli opuscoli contro le discriminazioni diffusi dall’Unar nelle scuole e delle tante, troppe polemiche che investono proprio le scuole ogni volta che si cerca di portare argomenti come l’omosessualità e i diritti delle persone lgbt alla loro attenzione.

“E’ confortante registrare che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – ha commentato la presidente nazionale di Arcilesbica – abbia voluto esprimere la sua vicinanza e preoccupazione rispetto all’omofobia dilagante nel nostro Paese. Di questa attenzione lo ringraziamo, sperando che serva da sprone rispetto a un impasse nel Parlamento assai preoccupante”. E riferendosi proprio all’assenza di iniziativa del governo, la presidente di Arcilesbica continua: “C’è da chiedersi come questo governo intenda davvero combattere e prevenire la violenza omofobica e la insana cultura che la alimenta mentre la proposta di legge contro l’omofobia ristagna, e alcun passo è stato fatto per il provvedimento sul riconoscimento delle coppie lesbiche e gay”.

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“Siamo portate a pensare – conclude Brandolini – che questo governo non stia facendo il suo dovere sul tema dei diritti per le persone lesbiche gay e trans. Parità e uguali diritti per tutti i cittadini, forse anche una “Riforma” tesa al loro conseguimento, dovrebbe essere nell’agenda di sviluppo del Governo

Renzi. Una società discriminatoria nei diritti fondamentali, è infatti falsamente, una società libera e fuori dalla “crisi.”