Nasce il manuale sui genitori gay per le maestre d’asilo

Il Comune di Torino ha concesso ieri il patrocinio a un libro illustrato di Maria Tina Scarano e Giuliana Beppato sull’omogenitorialità. Verrà distribuito agli insegnanti delle scuole dell’infanzia.

La giunta comunale torinese ieri ha concesso il patrocinio a Il libro di Tommy, un manuale sull’omogenitorialità realizzato da Maria Tina Scarano, assistente sociale del Comune e Giuliana Beppato, psicologa e dipendente dell’Asl Milano, con la collaborazione del Gruppo Scuola dell’associazione ‘Famiglie Arcobaleno’. Le illustrazioni sono di Laura Monticelli. Il ragazzino protagonista del libro racconta la sua personale esperienza di figlio di una coppia lesbica e delle reazioni della maestra, dei compagni di classe e dei loro genitori quando sono venuti a saperlo.

"Le occasioni per aiutare maestre e professoresse ad affrontare questo argomento non mancano – spiega Marta Levi, assessore alle Pari Opportunità – per esempio quando si festeggia la festa del papà oppure della mamma, o quando più in generale si parla della propria famiglia. Così le insegnanti non saranno impreparate: è meglio saper affrontare la questione che far crescere l’imbarazzo tra i ragazzi e non dare risposte. Ormai se ne può parlare anche a scuola perché questi casi si verificano. Infatti le coppie di genitori gay sono più visibili".

"Sono stati gli insegnanti stessi a sollevare l’esigenza di questo manuale perché non sanno bene come comportarsi in questi frangenti" chiarisce una delle autrici, la dottoressa Giuliana Beppato. "La caratteristica del libro è di rendere ‘normale’, togliere dall’eccezionalità, rispettando la privacy dei genitori, il fatto che possano esserci bambini con famiglie omogenitoriali. Non bisogna mai eludere le domande, spiegando ad esempio che un bambino ha due mamme perché una l’ha portato nella pancia e l’altra è stata la prima ad abbracciarlo. Oppure si possono creare le condizioni per far incontrare la famiglia del bambino curioso e quella omogenitoriale lasciando a quest’ultima la libertà di spiegare come meglio crede".

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