Nasce in Toscana il primo Assessorato contro l’Omofobia

Il presidente della regione Enrico Rossi ha assegnato al responsabile del Welfare la delega all’attuazione della legge regionale contro l’omofobia. E’ il primo assessorato contro l’omofobia d’Italia.

Ancora una volta la Toscana si conferma regione all’avanguardia nella lotta alle discriminazioni e nelle politiche a favore delle minoranze, persone lgbt incluse. E’ di oggi, infatti, la notizia (anticipata dal Giornale della Toscana, ndr) secondo la quale il neo presidente della Regione Enrico Rossi (Pd) ha assegnato all’assessore al Welfare Salvatore Allocca (Prc) la delega per l’attuazione della legge regionale contro le discriminazioni sessuali, varando, di fatto, il primo Assessorato contro l’Omofobia della storia d’Italia.

Dopo i recenti episodi di omofobia e di transfobia (la violenta aggressione ai danni di un ragazzo gay lo scorso settembre e quella contro una trans ad aprile, solo per citare i più eclatanti, ndr) le associazioni e la comunità lgbt in genere avevano rivolto un appello molto forte alle amministrazioni, compresa quella regionale, perché venissero prese misure attuative della legge regionale numero 63 del 2004.

E proprio questo dovrebbe essere lo scopo della nuova delega assegnata ad Allocca. In realtà, molti aspetti della legge 63/2004 sono già diventati operativi, come le politiche rivolte alle persone transessuali. A marzo del 2008, infatti, veniva inaugurato a Torre del Lago Puccini (Lucca) il primo Consultorio Transgenere della Toscana, aperto anche grazie alla legge 63 e gestito in collaborazione dalle associazioni trans e dalla Ausl 12 di Viareggio. Ma il dato forse più importante sono le trenta (stando a La Nazione) tessere prepagate Ila, ovvero le card rilasciate alle persone trans dalla Regione con un bonus di 2500 euro in due anni da destinare all’avviamento di attività lavorative.

La legge 63/2004, specificatamente, punta a garantire "la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere e promuove il superamento delle situazioni di discriminazione". Scopo della legge è quello di "favorire l’integrazione sociale anche mediante specifiche politiche del lavoro nel rispetto dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere" e sostenere "politiche per l’inserimento lavorativo delle persone discriminate per motivi derivanti dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere". Dopo la carta Ila, il primo consultorio transgenere e il finanziamento di molteplici attività culturali, turistiche e sociali, adesso l’assessore Allocca avrà ilcompito di rendere la Toscana una regione sempre più accogliente e inclusiva nei confronti delle persone lgbt e sempre meno teatro di omofobia e discriminazione.

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di Caterina Coppola