Natalia Aspesi: “Il Gay Pride non è una ‘carnevalata’, chi lo critica disprezza gli omosessuali”

“Resta un mio problema: quello di non aver mai capito perché ancora oggi l’esistenza degli omosessuali crei problemi.”

Chi se la prende con il Gay Pride, un solo giorno all’anno di festa vistosa in varie città, in realtà ha trovato il modo meno razzista di esprimere il suo rifiuto degli omosessuali: forse un po’ se ne vergogna, e quindi si limita a esprimere il suo dissenso per quella che viene definita una carnevalata”.

Così una straordinaria Natalia Aspesi (88 anni) ha risposto, nella sua tradizionale posta del cuore de Il Venerdì di Repubblica, a un lettore che difendeva il Pride dalle critiche che spesso arrivano anche dagli stessi membri della comunità LGBT.

Aspesi ha poi continuato scrivedo: “In più può essere che l’idea che gli omosessuali non vivano nella vergogna e nella sofferenza, defilati e emarginati, ma siano talvolta allegrissimi, non gli piace per niente. Resta un mio problema: quello di non aver mai capito perché ancora oggi l’esistenza degli omosessuali crei problemi. Non penso per ragioni sessuali, visto che le coppie etero che non siano estremamente pie ed esclusivamente riproduttive a letto fanno più o meno le stesse cose e con il medesimo entusiasmo, quando c’è.

12 commenti su “Natalia Aspesi: “Il Gay Pride non è una ‘carnevalata’, chi lo critica disprezza gli omosessuali”

  1. Il punto è che il vero gay pride va fatto nella vita di tutti i giorni. Ho amici che ci vanno da anni e quando i parenti del sud arrivano in città uno dei due sparisce di casa.

  2. Quanta ipocrisia… Io non sono contrario ai gay pride, ma non si può negare che certe esibizioni siano pure carnevalate e che i risultati a livello mediatico siano disastrosi.
    Oppure come dovremmo definire ad esempio le sceneggiate di certe trans che non si sa bene per quale motivo ai gay pride sentono la necessità di denudarsi e mettere in mostra tutto il silicone che hanno in corpo?

  3. Non necessariamente chi critica il pride è un omofobo. Niente è perfetto o immune alla critica, e il pride non fa eccezione…anzi, direi che ha dei difetti piuttosto evidenti.

  4. @Ai precedenti commentatori:
    Sì ma che peppie che siete: il Gay Pride a livello mediatico ha effetti disastrosi? Ma non diciamo fesserie: sono almeno 4000 che ci odiano e i Gay Pride esistono solo da 48 anni, non è certamente questa magnifica manifestazione a negativizzarci!
    Per secoli i moralisti e i puritani ci condannano e voi riguardo al Gay Pride fate i moralisti, mi sembra veramente assurdo!

    1. Non vedo contrarietà al pride nei commenti precedenti. Andare a una manifestazione chiamata “orgoglio” e poi vergognarsi della propria omosessualità è un po’ un controsenso, denudarsi è un gesto stupido e controproducente, muovere una critica non ti rende automaticamente moralista/omofobo, il mondo non è bianco e nero. E poi scusa ma hai un bel fegato a parlare di assurdo, proprio tu che sei gay e cattolico.

      1. Partecipare al Pride e nascondersi nella vita sono 2 cose diverse visto che nel primo ci sono tantissime persone mentre nella vita e con la propria famiglia si è comunque soli e potenzialmente a rischio di violenze; non è necessariamente stupido né da codardi.
        Denudarsi è stupido per qual motivo?
        E ho detto sì moralista ma non omofobo: ovvio che tu, Jezekael e Giovanni avete espresso le vostre opinioni, che non condivido, e non siete omofobi; se tuttavia a denigrare il Pride sono gli eterosessuali è molto probabile siano almeno un pochetto omofobi.
        E perché infine sarei assurdo in quanto Gay e Cattolico: il moralismo l’ho abbandonato.

        1. Partecipare al pride e poi nascondersi ci può anche stare, sebbene non veda dove sia l’orgoglio in un atteggiamento del genere. Spogliarsi in pubblico, come tutte le altre porcherie gratuite, dà una cattiva immagine alla manifestazione, non ha alcuna utilità, e ci sono tanti modi per divertirsi senza cul* e tet*e in bella mostra. Nuocere alla propria causa senza un motivo valido mi sembra piuttosto stupido, e non mi sembra di aver fatto del moralismo.
          Per quanto riguarda l’assurdità, tu stesso hai tirato in ballo secoli di discriminazione, cosa che in gran parte è avvenuta e continua ad avvenire proprio ad opera della chiesa cattolica. Non so te, ma io trovo assurdo l’amore per il proprio carnefice.

          1. Le cose non sono così semplici come tu stesso hai ricordato dicendo che nulla è o bianco o nero: si può anche vivere in una piccola cittadina e partecipare al Pride della più vicina grande città (come immagino fa una parte dei partecipanti), ed è ben probabile che nel proprio paese non sia per nulla facile vivere apertamente la propria Omosessualità.
            Dopodiché se anche non ci fossero seni e glutei in mostra né parrucche e boa di piume i Gay Pride li odierebbero comunque: a ogni modo se ci odiano la colpa è loro mica nostra.
            Riguardo l’ultima questione anzitutto un Cattolico dovrebbe credere in Dio prima che nella Chiesa che è fatta di uomini e donne che possono sbagliare e arrivare a compiere atrocità, e nella storia ne abbiamo fatte troppe. Ma nei secoli la Chiesa si è rinnovata continuamente e anche al giorno d’oggi cambierà: ed è per questo che resto Cattolico, non solo perché continuo a credere in Dio ma anche per contribuire al rinnovamento della Chiesa.

          2. Conosco i rischi legati al dichiararsi, non pretendo che tutti lo facciano…ma il pride è nato con lo scopo di migliorare la nostra posizione nella società. Perciò trovo sensato dire che il vero pride vada fatto nella vita di tutti i giorni: il miglioramento lo otterremo abbattendo i pregiudizi, non facendoci i selfie con le drag queen o rimorchiando coi passanti. La nudità non è il motivo per cui ci odiano, ma cattivo gusto e atti osceni in luogo pubblico possono solo peggiorare la situazione: la fissazione per il sesso è uno degli stereotipi che dovremmo combattere, e mostrare seni, glutei, ghiaccioli a forma di ca**i e via dicendo va nella direzione opposta.

          3. Concordo che il pride dovrebbe essere vissuto ogni giorno, tuttavia questo può non essere così facile a farsi.
            Riguardo nudité etc. dubito fortemente arrivino a atti osceni veri e propri, e quelli che sono da molti definiti eccessi non incidono poi così tanto: per gente che ci discrimina per il solo fatto di essere LGBTQIA, questi modi “ruspanti” di manifestare sono pressoché ininfluenti imho.

  5. Ho sempre sostenuto il gay pride con i suoi colori e le sue esagerazioni, perchè il gay pride non è solo baracconate ed esagerazioni.

    La malizia, come sempre, è negli occhi di guarda.

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