Nega ogni addebito il prete gay-friendly accusato di abusi

Don Pezzini, ascoltato dal gip nell’interrogatorio di garanzia, ha negato di avere aabusato per tre anni del giovane bengalese che lo accusa. Silenzio dagli inquirenti.

Nega ogni addebito, ma non rilascia dichiarazioni, né lui, né il suo collegio difensivo che si è limitato a far sapere che Don Domenico Pezzini, il prete della Diocesi di Lodi arrestato lunedì scorso con l’accusa di violenza sessuale, perché avrebbe abusato di un ragazzino straniero per tre anni, ha respinto le accuse davanti al gip di Milano. E’ tutto quello che trapela da un’inchiesta che gli inquirenti hanno voluto fosse avvolta nel più stretto riserbo.

Per il momento, si sa soltanto che il giudice Giuseppe Vanore ha eseguito l’interrogatorio di garanzia nel carcere di San Vittore durante il quale Don Pezzini avrebbe negato di essere coinvolto nei fatti addebitatigli. Il sacerdote, 73 anni e molto conosciuto nella comunità omosessuale perché animatore di gruppi di gay credenti, è accusato di aver abusato nella sua casa di un adolescente originario del Bangladesh, tra il 2006 e il 2009, quando il ragazzo aveva tra i 14 e 17 anni. Il giovane era ospite di una comunità protetta per ragazzi difficili.

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