Nel 2013 saranno dieci i Gay Pride italiani

Sono 10 gli appuntamenti con l’orgoglio gay in programma da Nord al profondo Sud, dove quest’anno, a Palermo, si terrà il Gay Pride Nazionale. Città per città, i dettagli delle parate.

Un mese, dieci tappe. Il Gay Pride diventa plurale e tocca quest’anno numerose città oltre a Palermo, sede scelta per la manifestazione nazionale. Un calendario fitto di appuntamenti che è il risultato di incontri – a volte scontri – fra le associazioni lgbt locali e la politica; un percorso ad ostacoli di cui la parata è solo il risultato più evidente. Ma vediamo nel dettaglio dove si terranno le manifestazioni.

Torino – Si parte l’8 giugno da Torino, dove sfilerà per le strade un corteo dedicato alle famiglie con genitori lgbt e ribattezzato per l’occasione “Family Pride“. “Ma tu quante famiglie conosci?” è lo slogan-domanda scelto dal comitato organizzatore, il Coordinamento Torino Pride. Si tratta di 18 associazioni che dal 2006, quando si trovarono ad organizzare il Pride nazionale, si sono unite ottenendo fino ad oggi importanti risultati come la nascite di Ready, la rete degli enti locali contro le disciminazioni. «Le nostre battaglie contro l’omo-lesbo-transfobia quest’anno puntano in particolare a celebrare i molti modi di costruire famiglie, di scambiarsi amore, sostegno e progettualità», dice la portavoce Donata Prosio. Il simbolo della parata? Gli scacchi che suggeriscono lo scacco matto alla discriminazione e alla visione di un mondo non inclusivo.

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Il 15 giugno scendono in strada contemporaneamente tre città: Vicenza, Barletta e Roma.

Vicenza – La città veneta, impegnata nella competizione elettorale, affronta la sua prima volta senza particolari polemiche. Anzi, «attraverseremo il centrale Corso Palladio e molti negozianti ci hanno chiesto di toccare le loro vie», dice il coordinatore Marco Pino. «Questo Pride vede il coinvolgimento di trenta diverse associazioni, non solo lgbt, che già da gennaio stanno organizzando eventi culturali, artistici e ricreativi». La manifestazione è stata dedicata a tre donne africane, a vario titolo impegnate nel riconoscimenti dei diritti lgbt: Fanny Ann Viola Eddy, Zanele Muholi e Joyce Banda.

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Barletta – Dopo il pride nazionale del 2003 a Bari, la Puglia ospita il suo secondo corteo rainbow a Barletta. Nella città è stato allestito per l’occasione un “Parco Pride“, con palco, gazebi, angoli ristoro allestito all’interno dell’Anfiteatro del Castello Svevo. La struttura è stata messa in piedi nonostante il Comune abbia negato il patrocinio perché il commissario che amministra Barletta al posto del Sindaco non si è sentito di finanziare una manifestazione prevista al di fuori del proprio mandato temporale (la sua carica scadrà pochi giorni prima dell’appuntamento). Incomprensibile, però, il silenzio da parte della Regione amministrata da una vecchia conoscenza del mondo lgbt, Nichi Vendola. «La Regione Puglia non ha negato esplicitamente il patrocinio – racconta il presidente di Arcigay BAT, Michele Pio Antolini – ma ha da subito precisato la totale insisponibilità a finanziare in qualsiasi modalità o misura l’evento. Stiamo ancora cercando di avere un colloquio diretto con il Presidente Vendola». Dopo una «mole di comunicazioni inviate al suo Ufficio, siamo riusciti ad avere un appuntamento», fanno sapere dall’associazione. Il 23 maggio, da Arcigay sapranno se potranno contare sui finanziamenti regionali.

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Roma – Nella capitale non assisteremo alle polemiche degli scorsi anni sul percorso, già autorizzato dalla Questura. Il corteo si snoderà da piazza della Repubblica in via Cavour, davanti a Santa Maria Maggiore, in via Merulana, via Labicana, davanti al Colosseo, in via dei Fori Imperiali per finire nella piazza laterale all’ Altare della Patria. «Ci aspettiamo 50 mila persone, in linea con il pride romano», dice Andrea Maccarrone, presidente del circolo Mario Mieli che organizza l’evento. Lo slogan è “Roma Città Aperta”: «richiama lo spirito antifascista ed è di auspicio per una città più aperta. Di sicuro lo è più di quanto la politica e il Vaticano a volte vogliano farci credere». Periferie comprese, a quanto pare. «Faremo punti informativi nelle settimane che precedono il corteo per portare il pride anche dove non arriva, quindi anche al di fuori del centro», spiega Maccarrone. Mistero sulla campagna di comunicazione: «Sarà una sopresa, ma i protagonisti saranno single, coppie e famiglie fotografate mentre vanno al pride e che invitano tutti a scendere in piazza al loro fianco per far fare un passo avanti a questo paese».

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Palermo – Grande fermento nella città sicula per i preparativi in vista della manifestazione nazionale del 22 giugno. Mentre le associazioni lgbt organizzano gli eventi del “Pride Village” nei Canteri Culturali alla Zisa, una gigantesca area industriale che ospita istituzioni ed eventi culturali, altre 12 associazioni locali preparano in contemporanea un family day. Si tratta di «spettacoli, musiche, canti tradizionali, tavole rotonde, presentazione di libri, testimonianze per non lasciare la città in silenzio durante il Gay pride», dice Filippo Campo, membro dell’associazione “Sos ragazzi”, fra gli organizzatori della contro-manifestazione. «Vogliamo dire no alle adozioni e al matrimonio gay e dire sì alla bellezza della famiglia naturale». Difficile che riescano a rovinare una festa che ha l’appoggio di tutte le istituzioni, dal Sindaco Orlando al presidente della Regione Crocetta.

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Una settimana dopo, il 29 giugno, i cortei arcobaleno riempiranno le piazze di cinque città: Napoli per il Campania Pride, Milano, Bologna, Cagliari per il Sardegna Pride ribattezzato Queeresima e Catania.

Napoli – Un Maschio Angioino illuminato di rosa per la giornata contro l’omofobia ha dato il via agli eventi del pride regionale campano, organizzato per la prima volta da tutte le realtà associative del territorio. Un incontro con il Sindaco De Magistris ha permesso di definire i dettagli dell’evento. Chi incontra più difficoltà, invece, è la piccola realtà di Capri dove a settembre si terrà il “Capri Rainbow” (che prevede conferenze, proiezioni, reading, concerti, passeggiate e visite guidate) con il patrocinio del Comune. E proprio questa decisione ha spaccato la politica locale perché “Il logo dell’isola non va dato con tanta facilità”.

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Milano – Il capoluogo lombardo si era candidato ad ospitare l’Europride del 2015 ma non ce l’ha fatta a vincere la sfida contro Riga. Gli eventi collegati al Pride 2013 sono concentrati in cinque giorni, “Le cinque giornate di Milano”, soprattutto nel quartiere di Porta Venezia. Ci saranno presentazioni di libri, fumetti, concerti e dibattiti, preludio del corteo cittadino che si svolgerà sabato pomeriggio. Sabato sera la folla si sposterà al Chiringuito Forlanini dove «Ci sarà tanta musica, ci saranno ospiti ad animare le serate, ci saranno luci e colori, oltre alla luna ed alle stelle, ed in caso di pioggia ci sarà pure la copertura! Ci sarà un bar che servirà ottimi drink e per chi ha fame anche dei buonissimi panini, piadine e pizza».

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Bologna – Dopo essere stata negli ultimi anni sede di due pride nazionali – nel 2008 e nel 2012 – le associazioni lgbt capeggiate dallo storico Cassero torneranno a sfilare sotto le due torri per un pride “locale” sabato 29 giugno. L’idea è quella di tenere una manifestazione rainbow ogni anno, come accade nelle più importanti città italiane. Un avviso sul sito internet ufficiale, ancora “addobbato” per l’evento 2012, rimanda ai prossimi giorni per i dettagli. Di sicuro Bologna ha un’occasione in più da celebrare quest’anno: l’elezione al Senato di Sergio Lo Giudice, ex presidente nazionale di Arcigay e bolognese di adozione.

Sito web: http://www.bolognapride.it/

Cagliari, Sardegna Pride (Queeresima) – Il Sardegna Pride di sabato 29 giugno sarà invece uno dei pochi Pride d’Italia a svolgersi sul mare, nella spiaggia Poetto di Cagliari. Il nome, che richiama la Quaresima, si riferisce ai 40 giorni di eventi che precedono il corteo e che hanno avuto inizio il 17 maggio, giornata mondiale contro l’omofobia. «Sia la Provincia di Cagliari che il comune hanno concesso anche quest’anno il loro patrocinio gratuito», racconta Carlo Cotza, presidente dell’associazione ARC. «Il sindaco ha aperto entrambe i cortei dell’anno scorso è sempre stato solidale con chi lotta contro le discriminazioni».

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Catania – Con Catania, salgono a 10 i gay pride italiani previsti per il 2013. Forte del successo dello scorso anno, il “gemello” del Palermo pride si terrà appena una settimana dopo l’appuntamento nazionale. “Quest’anno – si legge sulla pagina di Arcigay Catania – vogliamo dare voce e visibilità a coloro cui fino a oggi è stato assegnato un ruolo marginale nelle lotte di rivendicazione e nelle politiche attive del Movimento: le persone HIV+”.

Sito internet: http://www.arcigaycatania.com/

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di Daniele Nardini