Nepal: giovani trans picchiate dalla polizia

Cinque ‘meti’ (transgender) nepalesi insultati e picchiati da agenti di polizia. Il loro reato? Giravano in un parco portando addosso dei profilattici.

KATHMANDU – Cinque giovani cittadini transgender nepalesi (o ‘meti’, come sono indicati localmente) sono stati aggrediti, insultati e picchiati dalla polizia di Kathmandu per essere stati trovati in possesso di profilattici. Il tutto sarebbe avvenuto il 14 luglio al Ratna Park. Lo ha reso noto la Blue Diamond Society (DBS), associazione GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transgender) che cerca di contrastare la diffusione nel paese di malattie sessualmente trasmissibili, Aids in testa. Le cinque trans aggredite sono state fermate dai poliziotti mentre passeggiavano nel parco, interrogate e costrette a spogliarsi. Gli genti di polizia le hanno esaminate nelle zone genitali, alla ricerca di ‘indizi’ che dimostrassero che avevano avuto dei rapporti sessuali.

Un attivista gay di DBS ha cercato di protestare e di fermare quanto stava accadendo ma è gli stato prima detto di non essere impertinente e poi picchiato. Altri due poliziotti che erano stati chiamati via cellulari da un’altra persona hanno guardato tutta la scena senza intervenire.

Contattata da rappresentanti di Human Rights Watch la polizia locale ha detto che comportamenti di quel genere sono pratica comune, in quanto l’essere in possesso di preservativi è indicatore di ‘atti illegali’. I ‘meti’ (transgender M to F) sono stati fermati con accusa di prostituzione e picchiati con dei bastoni per il loro “comportamento sessuale innaturale e illegale”. L’aspetto più avvilente di questa vicenda è che il possesso di profilattici dovrebbe essere incoraggiato, in una zona del mondo in cui il contrasto contro la diffusione dell’Hiv è ancora drammaticamente debole a causa degli argomenti legati alla sessualità considerati tabù e che invece si devono per forza di cosa affrontare per trattare efficacemente il problema.  (Roberto Taddeucci)