New York, shock in tribunale: killer mafioso fa coming out

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Era imputato per l'omicidio del proprietario di una paninoteca del Queens, ma durante il processo Robert Mormando fa coming out e rinnega il passato.

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Un sicario della mafia ha lasciato tutti di stucco durante un’udienza che si è tenuta nel tribunale di New York. L’uomo, Robert Mormando di 44 anni, non solo ha rinnegato il suo passato di criminale, ma ha anche dichiarato davanti alla corte di essere gay.
Mormando stava subendo un processo per avere ucciso il proprietario di una paninoteca nel Queens nel 2002. Stando a quanto riporta il New York Daily News, la sua rappresentante legale Nancy Ennis ha dichiarato che l’uomo era entrato a far parte della Cosa Nostra statunitense proprio in quell’anno e che gli era stato affidato il compito di uccidere Angelo Mungolo solo un mese dopo. Il sicario eseguì il compito, ma lui stesso lo trovò talmente disdicevole da decidere di lasciare l’organizzazione ed essere costretto a vivere in clandestinità.

L’avvocata Ennis ha poi rivelato che Mormando ha vissuto una vita tranquilla insieme al suo compagno fin dal momento in cui ha abbandonato la mafia ed ha descrittol’esistenza della coppia come "una pacifica vita di lavoro".
Il compagno dell’ormai ex sicario si è rifiutato di entrare a far parte di un programma di protezione dei testimoni, ma la coppia ha comunque deciso di andare vivere in un altra zona del Paese.
Il giudice federale Jack Weinstein ha chiesto a Mormando di rinunciare al giuramento di sangue che ha fatto quando è entrato a far parte di Cosa Nostra ed è rimasto impressionato quando l’imputato ha ammesso di averlo già fatto.

Quando gli è stato chiesto perché aveva deciso di unirsi alla mafia, Mormando ha dichiarato che essendo un ragazzino era affascinato dallo stile di vita che gli adepti conducevano, ma che adesso si è pentito di averlo fatto. l’uomo ha rischiato 17 anni di galera, ma è stato condannato alla pena che ha già scontato che è irrisoria.
Com’è noto l’omosessualità non è ben vista negli ambienti mafiosi, anzi è motivo di ingiuria e non è tollerata anche dalla mafia ‘doltreoceano. L’ex boss della famiglia DeCavalcante, John D’Amato fu ucciso nel 1992 dopo che si erano diffuse delle voci riguardo la sua omosessualità. Il suo corpo non è mai stato trovato.

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