Nichi Vendola: “Sono un padre innamorato, al Governo incolti e irresponsabili”

Nichi Vendola tra famiglia, paternità, diritti LGBT e politica attuale dalle pagine di Sette, settimanale del Corriere della Sera.

Una lunga intervista dalle pagine di Sette, magazine del Corriere della Sera, per parlare di paternità, famiglia, amore, diritti LGBT e ovviamente politica.

Nichi Vendola, da oltre 40 anni gay dichiarato, ex presidente della Regione Puglia e da 15 anni al fianco di Edward Testa, con cui è diventato papà di Tobia Antonio, ha ribadito la gioia della paternità, diventata 3 anni fa realtà in California grazie alla gestazione per altri. Una decisione, quest’ultima, tutt’altro che semplice: “Certamente è stata la scelta più impegnativa e la più difficile della mia vita. Ma anche la più bella“. Perché il piccolo Tobia ha rivoluzionato la vita dell’ex presidente di Sinistra Ecologia e Libertà, con la madre ‘surrogata’ tutt’altro che uscita dalla sua vita. Anzi. “Farà da paggetto al matrimonio della ragazza che ha donato l’ovulo e presto conoscerà quella che lo ha partorito. Sono entrambe parte della nostra famiglia“. Ma la mancanza di una mamma, per il bimbo, non è neanche lontanamente un problema.

Lui conosce e ama due padri. Ama ciascun papà di un amore speciale. È un bambino solare e socievole. Nei modi e nei tempi giusti saprà tutta la verità su come è venuto al mondo. Una cosa è certa: se non lo avessimo voluto noi, Tobia oggi non esisterebbe. Ed è un padre straordinario, premuroso, attento a ogni dettaglio, rispettoso dell’indipendenza di Tobia. Io… sono molto innamorato, punto.

Impossibile, per Vendola, dimenticare il giorno della nascita di Tobia: “Il 27 febbraio 2016: ho sentito montarmi dentro un amore che non avevo ancora mai provato. Oceanico. Lo sa che la prima volta che gli ho cambiato i pannolini è stato come fare un intervento chirurgico? Ci ho messo un’ora, avevo paura di fare movimenti sbagliati, sudavo, temevo si potesse spezzare. Poi ho imparato“.

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Ribadito per l’ennesima volta il suo addio alla politica attiva, Nichi guarda con timore all’Italia di oggi, travolta da un imbarbarimento e da un estremismo a trazione leghista che ha fatto riemergere terribili ricordi passati che si pensavano archiviati.

Al governo oggi c’è “la peggio gioventù” dell’Italia post-democratica, una élite incolta e irresponsabile che gioca col fuoco del razzismo e della xenofobia, che considera i diritti civili roba da radical chic. Al governo ci sono i nemici della laicità e del pluralismo, una piccola famelica casta di arrampicatori sociali, di imbonitori mediatici, di manipolatori professionali… Sono il peculiare laboratorio nazionale di quel fenomeno internazionale che è il radicalismo identitario e xenofobo della destra sovranista. In questo melmoso contesto la subalternità grillina al califfato di Salvini è la cosa più disgustosa e oggettivamente imbarazzante della politica italiana.

Amen.