Niente matrimoni gay nel discorso della Regina

Seppur sia stata una misura annunciata dal primo ministro David Cameron, non c’è stato nessun accenno nel Queen’s Speech della Sovrana ai deputati alla legalizzazione dei matrimoni gay.

Sono bastati 15 minuti, tanto è durato il discorso della Regina Elisabetta II, per infrangere la speranza delle associazioni gay che avevano posto fiducia nella promessa del primo ministro David Cameron: matrimoni gay entro il 2015. Nessun accenno, infatti, in quello che è il programma del Governo ma che da prassi viene fatto leggere proprio alla Sovrana davanti alle camere riunite.

Eppure Cameron lo aveva annunciato anche pochi giorni fa che le unioni civili sarebbero diventate matrionio vero e proprio e deriverebbe proprio da questa insistenza l’acuirsi dell’opposizione all’interno del suo stesso partito, i Tory, al provvedimento.

Un’altra ipotesi vorrebbe che Cameron stia aspettando l’esito della consultazione popolare da lui stesso lanciata sul tema dei matrimoni gay. Ad ogni modo sarà difficile che si rimangi la parola dopo aver detto ai "suoi" conservatori: estendere la possibilità di sposarsi è una misura da conservatore, cioè da chi crede nel matrimonio. Altrimenti, se così sarà cioè se davvero rinuncerà a quanto annunciato, avrebbe ragione chi ha accusato il primo ministro di essere "il più pauroso della storia". Parola di George Michael.

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