Nigeria, 11 donne arrestate per aver organizzato un matrimonio lesbo

Ci sono dubbi sull’orientamento sessuale delle donne arrestate.

Lunedì 17 dicembre, 11 donne sono state arrestate per aver organizzato un matrimonio di una coppia dello stesso sesso. Lo stato di Kano, in Nigeria, è uno dei pochi paesi dove l’omosessualità è illegale e punita con la lapidazione. E proprio questo potrebbero rischiare le 11 donne ora in arresto, dopo che verrà confermata la loro omosessualità.

Difatti, il blitz della Polizia è stato possibile grazie a una soffiata anonima, mentre le donne hanno affermato di non essere lesbiche. Data la severità delle leggi nigeriane, non si sa se questa affermazione sia stata fatta per evitare la pena di morte o se veramente stavano partecipando a un’altra festa, che non c’entrava nulla con il matrimonio egualitario

‘Non possiamo permettere atti così deprecabili’

Abba Sufi è il direttore generale dello stato di Hisbah (una dottrina della religione islamica), e ha affermato che “Non possiamo permettere che atti così deprecabili trovino radici nella nostra societàSia l’Islam che le leggi nigeriane proibiscono le relazioni tra persone dello stesso sesso“.

In tutta la Nigeria l’omosessualità è illegale, ma solo in alcune zone la legge locale prevede anche la pena di morte. Nella maggior parte, invece, i rapporti gay sono punibili con 14 anni di prigione, mentre un uomo che si veste da donna rischia fino a un anno di carcere.

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I recenti arresti in Nigeria

Questi 11 arresti sono gli ultimi di un rastrellamento periodico che la Polizia esegue nei confronti della comunità omosessuali della Nigeria. A luglio, 6 persone sono state arrestate per essere stati sorpresi ad avere rapporti omosessuali. Ad agosto, per lo stesso motivo, sono finiti in prigione 57 persone. Questi, sono stati accusati di appartenere a una setta, di aver organizzato un raduno illegale e addirittura di cospirazione. Evitata la pena di morte, hanno dovuto pagare una cauzione di 500 euro.

Nello scorso anno sono state arrestate 87 persone, anch’esse uscite su cauzione. In tutti i casi, hanno confermato di partecipare a una festa di compleanno, e non a matrimoni o a incontri omosessuali.