Nigeria: sì alla legge che vieta i matrimoni e le relazioni gay

Il presidente della Nigeria ha promulgato una legge che punisce il matrimonio gay e le relazioni con le persone dello stesso sesso con pene dai 15 ai 10 anni di reclusione. Bonino: “Fatto gravissimo”.

Jonathan Googdluck con Obama

Jonathan Googdluck con Obama

Approvata dal parlamento all’unanimità, il presidente della Nigeria Jonathan Goodluck ha promulgato la legge che vieta espressamente i matrimoni gay e limita i già scarsi diritti delle persone lgbt nel paese africano.

Nonostante le minacce del premier inglese David Cameron di tagliare i finanziamenti ai paesi che avessero approvato leggi liberticide ai danni delle persone lgbt, le condanne più volte espresse da Barack Obama nei confronti della legge ugandese che criminalizza gli omosessuali in Uganda prevedendo pene fine all’ergastolo, dunque, la Nigeria va dritta per la sua strada di discriminazione, forte del potere economico datole dal fatto di essere uno tra i più grossi produttori di petrolio.

Jonathan Googdluck con Angela Merkel

Jonathan Googdluck con Angela Merkel

La norma prevede pene severissime per chi sposi una persona dello stesso sesso e per chi renda pubblica la sua relazione omosessuale. Si parla rispettivamente di 14 e 10 anni di reclusione. Una scelta giusta, secondo Goodluck perché rispecchia le “convinzioni culturali e religiose” del suo popolo che per il 90 per cento sarebbe contrario a qualsiasi forma di riconoscimento delle unioni gay.

Secondo Amnesty International, la situazione sarebbe ancora più grave perché i 10 anni di reclusione riguardano anche chi frequenta club, associazioni e gruppi lgbt. Eliminato, dunque, qualsiasi spazio di agibilità per gay, lesbiche bisex e transgender nigeriani.

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Secondo Olumide Makanjuola, presidente della associazione Initiative For Equality in Nigeria, la norma colpirà soprattutto i ceti più poveri dato che le persone lgbt appartenenti alle classi più abbienti potranno recarsi all’estero per svolgere la propria vita sociale, mentre molti hanno già lasciato la Nigeria.

Sulla vicenda si è espressa con forza anche la ministra degli Esteri italiana Emma Bonino che ha definito l’approvazione della legge “un fatto gravissimo che non può essere giustificato con la presunta aderenza a credenze religiose o tradizionali”.

Per Bonino si tratta di “un attacco ai principi cardine di ogni società civile, quali quello di tolleranza e di non discriminazione, sanciti da tutti i principali accordi internazionali di tutela e promozione dei diritti umani, tra i quali la Carta Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli del 1981, di cui la Nigeria e’ firmataria”.

Alla ministra Bonino sono giunti i ringraziamenti di Sergio Lo Giudice, senatore del Pd ed ex presidente di Arcigay.”Se i paesi cosiddetti civili lasciano correre davanti ad una grave violazione dei diritti fondamentali, come questa – dichiara Lo Giudice -, perdono l’anima e il loro posto nel mondo”.