Nino Strano ci ripensa: “Amo i locali gay”

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Scuse un po' tardive quelle del senatore di AN che durante l'ultima seduta del senato ha aggredito il collega Cusumano a colpi di 'frocio' e 'squallida checca'. E...

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Lo abbiamo lasciato ad urlare ‘checca squallida’ durante il voto sulla fiducia al Governo svoltosi in Senato giovedì scorso contro il collega Cusumano, reo di avere dichiarato la sua intenzione a votare sì. Stiamo aprlando di Nino Strano, senatore di AN, dai costumi non certo rigorosi come la sua appartenenza politica vorrebbe, che poco dopo la lettura del risultato che ha segnato il crollo di Prodi, grondava mortadella e spumante da tutti i pori.

Qualche giorno dopo, in un’intervista rilasciata a ‘la Repubblica’, Strano ha spiegato in questo modo l’epiteto decisamente omofobo e di cattivo gusto rivolto a Cusumano: "Ponevo l’accento sull’aggettivo. Denunciavo lo squallore della sua posizione". ‘Checca’ a suo dire, "non ci azzecca niente. E ho chiesto scusa a lui".

Naturalmente quotidiani, blog e siti web si sono scatenati per raccontare che Nino Strano proprio eterosessuale non si può dire e il giornalista di repubblica gli chiede se, tra i dannati dalla chiesa che ama, pur essendo credente ci siano anche coloro a cui piace travestirsi e gli uomini. "I travestimenti no – assicura il senatore catanese -. Mi squaglio davanti a una creatura di marmo. Ma non ho avuto mai un rapporto sessuale con una persona del mio stesso genere. Frequento con enorme piacere i locali dove ogni desiderio è possibile e praticabile. Le mie donne sono sempre con me". Contento lui… 

Dal canto suo, il Gianfranco Fini s’è sentito in dovere di dichiarare "Ci sono sepolcri imbiancati che hanno criticato Nino Strano per quanto accaduto l’altro giorno al Senato, io sono stato il primo a dirgli che ha sbagliato, ma dico anche che la predica viene da quei sepolcri imbiancati che hanno portato in Parlamento i vari Luxuria e Caruso". Se qualcuno ha mai sentito Luxuria insultare in aula un collega che la pensava diversamente, alzi la mano, per favore.

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