No alle nozze gay nella nuova costituzione ungherese

Valori cristiani, niente matrimonio tra persone dello stesso sesso, referendum ridotti, diritto alla vita per il feto. Polemica in Ungheria per la nuova Costituzione: opposizioni via dalla commissione

L’Ungheria potrebbe a breve avere una nuova Costituzione che cambia profondamente l’impianto dei diritti su cui si basa la vita dei cittadini ungheresi e pone una serie di divieti prima non previsti, compreso quello alle nozze gay, nonostante siano già legali le unioni civili.

Sono profondi i cambiamenti delle istituzioni che emergono dal progetto della nuova Costituzione ungherese, presentato ieri dalla Commissione preparatoria. Profondi e controversi, al punto che tutti i partiti di opposizione, ovvero socialisti, verdi, estrema destra, si sono ritirati dalla Commissione per protesta, perché le loro proposte sono state respinte senza eccezione.

Il progetto, dietro fortemente voluto dal partito conservatore di governo Fidesz, prevede fra l’altro dei richiami alla Sacra Corona ungherese come fonte di diritto e al ruolo della Cristianesimo nella storia millenaria del Paese. Fra i cambiamenti istituzionali, anche una seconda Camera, un rafforzamento delle competenze del capo dello Stato, la soppressione della Corte costituzionale, della sfiducia costruttiva (prevista dalla Costituzione attualmente in vigore), dell’ombudsman per le minoranze etniche. Fra i diritti garantiti figura anche quello alla vita del feto umano. Il matrimonio è possibile solo fra un uomo e donna e non per le coppie gay. Il progetto esclude inoltre la possibilità di un referendum per l’approvazione del nuovo testo, e in generale, il ruolo del referendum abrogativo sarà limitato.

Inoltre viene accordato il diritto di voto agli ungheresi oltre frontiera, cosa che provocherà probabilmente tensioni con i paesi vicini dove vivono oltre due milioni di ungheresi. "Non è un progetto consensuale, è una Costituzione voluta da Fidesz", ha detto un esponente socialista. Secondo il presidente della Commissione preparatoria Laszlo Salamon, il progetto potrà essere votato in primavera prossima, durante il semestre di presidenza Ue dell’Ungheria.

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