Coppia canadese “non vuole un figlio gay”, il governo gli vieta di adottare bambini

La coppia ha già annunciato che farà causa al governo canadese per “discriminazione su base religiosa”.

Non volevano un figlio gay e ora potrebbero non averne nessuno. Ha fatto bene il Canada a proibirgli di adottare?

Una coppia eterosessuale canadese si è vista respingere la domanda di adozione da parte dei servizi sociali del Canada, perché hanno chiesto di non avere “un figlio gay per via delle proprie credenze religiose”.

I due, che si erano detti disponibili anche ad adozioni multiple, hanno dichiarato di non credere nell’esistenza dell’omosessualità e pertanto sono stati giudicati non idonei alla cura di un bambino, nonostante la stabilità economica della coppia.

“Siamo arrabbiati per questa ingiustizia – hanno commentato i due potenziali genitorinonostante le possibilità economiche, la nostra gentilezza e generosità, nonostante il nostro desiderio di prenderci cura di un bambino, siamo stati discriminati sulla base dei nostri principi religiosi”.

In loro soccorso si è schierato il Justice Center for Constitutional Freedom, un gruppo legale conservatore, che li aiuterà nella causa legale contro il governo canadese, in prima linea sui temi LGBT: “È una violazione del diritto alla libertà religiosa della coppia e contrario all’uguaglianza stabilita dalla legge. Questa decisione rischia di avere gravi conseguenze sulla libertà dei canadesi e sui tanti bambini che rischiano di non essere mai adottati per questa discriminazione”.

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3 commenti su “Coppia canadese “non vuole un figlio gay”, il governo gli vieta di adottare bambini

  1. Bene ha fatto il governo canadese. Questa coppia parla di sentirsi discriminata quando sono loro i primi a discriminare, è assurdo. Non hanno le qualità umane per essere buoni genitore ed educatori, questo è certo.

  2. Ha fatto bene, assolutamente. Penso sia incredibile e davvero paradossale che i due arrivino a parlare di ingiustizia, discriminazione, nei loro confronti. E’ il colmo direi. A quanto noto si assiste un po’ in tutto il mondo a discorsi simili, volti a cercare di legittimare il rifiuto verso gli altri, l’esclusione, spesso il calpestamento dei diritti altrui, presentandolo come libertà religiosa, come interesse dei bambini, come tutela delle donne e così via. E’ inammissibile.

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