Noemi, prostituta transgender di Napoli, chiede aiuto: “Di notte un uomo mi cerca per picchiarmi a sangue”

L’uomo, senza proferire parola, la aggredisce lasciandola esanime a terra. Ora è riuscita a denunciarlo, ma ha bisogno di protezione.

Noemi è una ragazza come tante altre. Ha 24 anni e si prostituisce. Da alcune settimane però è vittima di minacce, percosse e aggressioni a probabile sfondo transfobico. “Ho paura, ogni notte quando scendo in strada, ma non posso rimanere a casa“, racconta a Cristina Zagaria di Repubblica.Ho bisogno di lavorare. Ho paura perché sono vittima di una violenza senza ragione ed è impossibile difendermi“.

L’uomo ha la sua stessa età e la perseguita:“Io mi prostituisco nella zona della Stazione centrale, vicino alla metropolitana, con me ci sono ragazze rumene e di colore“, racconta nella sua denuncia, seguita dall’avvocato Salvatore Simioli. “Siamo tutte amiche e il posto è sempre stato tranquillo. Io non sono napoletana, ma questa è sempre stata una città accogliente. Quel ragazzo però mi ha preso di mira, mi cerca”.

Il ragazzo arriva di solito in auto al buio. Accosta, scende, la afferra per i capelli, la butta per terra e inizia a picchiarla con calci e pugni, per poi scomparire. Un rito macabro, violento e incontrollabile. “Non dice niente. Mi prende solo a calci. E basta. Picchia solo me e nessun’altra. Non mi insulta, non dice nulla, non impreca. Picchia solo. E ogni volta è più violento. Ogni volta aggiunge un calcio più forte. La prossima volta io non so che cosa potrà succedere, ma so che può arrivare ad uccidere“.

Dobbiamo diffondere la notizia: Noemi non è sola quest’uomo lo deve sapere”, spiega Daniela Lourdes Falanga, referente per le persone trans di Arcigay Napoli. “L’Italia dovrebbe andare oltre i moralismi e quei pensieri ideologici che non tengono in considerazione chi si prostituisce per scelta,  chi invece diventa vittima di tratta o di quello stigma sociale che impedisce una serena socialità, nel caso delle persone trans, insieme alle esperienze nel mercato del lavoro, invece categoricamente negato, soprattutto al Sud. Lo Stato dovrebbe farsi carico di questioni sensibili come queste, legittimare un mercato esteso e complesso e troppo vicino a dinamiche delinquenziali se non legittimato“.

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Fonti: Arcigay Napoli, Repubblica

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