NOI, DISCRIMINATI DALLO STATO

di

Si sono sposati in Olanda. Ma in Italia sono dei perfetti sconosciuti. «E' orrendo quando è il tuo paese che vuole farti sentire in stato di inferiorità».

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1217 0

I Rospi sono quelli che ognuno di noi vorrebbe sputare, quelli che ci fanno venire il voltastomaco ogni volta che li vediamo, ma magari sono anche quelli che basta ‘baciare’ perché si trasformino in Principi… Chissà che denunicare le brutture che vediamo non serva a trasformarle…
Apriamo una nuova rubrica dedicata alle vostre denunce: purtroppo giungono in redazione molte mail che segnalano casi di maltrattamenti, offese, ingiustizie. E’ doveroso dare loro spazio. Per segnalare i casi che avete subito o di cui siete stati testimoni, inviate una mail a redazione@gay.it.

* * *

E’ orrendo sentirsi discriminato, perchè c’è qualcuno che vorrebbe mantenerti in uno stato di inferiorità. Quando si viene discriminati da una persona specifica si può sempre controbattere, farsi scudo dell’ignoranza altrui, ma quando la discriminazione che si subisce proviene dallo stato allora è molto diverso, molto peggio: la delusione è totale, perchè è il segno del fallimento di una società intera. Ed è proprio questo secondo caso, purtroppo, quello che riguarda chi scrive.
Sono un italiano residente a Rotterdam e ivi sposato, con un altro uomo, dal giugno 2003. Ma lo stato italiano cosa ne pensa del mio amore con Jaco, il mio legittimo consorte?
Questo l’ho scoperto amaramente quando si è trattato di rinnovare il mio passaporto presso il Consolato Generale d’Italia di Amsterdam. Jaco aveva appena rinnovato il suo presso il Comune di Rotterdam e sulla prima pagina campeggiava fra i dati anagrafici “sposato con Bucci”. E lui giustamente va orgoglioso di ciò. Anch’io, un pò troppo in buona fede, mi aspettavo di ricevere lo stesso trattamento dallo stato italiano. E invece no. Infatti il 4 dicembre ricevo una raccomandata dal Consolato in cui il cancelliere amministrativo Sig.ra Giovanna Grazia Grasso mi scrive: “Le restituiamo con la presente l’atto di matrimonio con relativa traduzione, ma senza ulteriore seguito, in quanto lo stesso non è trascrivibile poichè nel nostro ordinamento non è previsto il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso”. Ma dov’è questa famigerata Unione Europea? Dov’è la libera circolazione dei cittadini?
Eppure la costituzione europea all’articolo 69 ricorda come sia vietata ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale. Non è forse questa discriminazione?
Insomma il denaro e le merci passano le frontiere della UE ma le coppie gay rimangono impigliate nelle contraddizioni giuridiche e nei pregiudizi legislativi di taluni stati.
L’Italia con una mano firma la costituzione e con l’altra la viola palesemente schiacciando i diritti dei suoi cittadini: ipocriti!
E questo dopo che lo stesso commissario alla giustizia e libertà Franco Frattini abbia ricordato, rispondendo all’eurodeputata dei Verdi Monica Frassoni, che una direttiva Ue del 2004 “riconosce il diritto di circolazione nell’Unione non solo ai cittadini ma anche ai familiari, e dovrebbe includere “il partner che ha un’unione registrata riconosciuta nello Stato ospitante come equiparata al matrimonio”.
In tutto ciò il paradosso che mi consentirebbe, allo stato dei fatti, di sposare in maniera del tutto legale una donna in Italia cosa che però mi renderebbe reo di bigamia nei Paesi Bassi: follia.
Per quel che ci riguarda continueremo a combattere per il riconoscimento del nostro matrimonio, o almeno ad una sua equipollenza per quel che riguarda i diritti patrimoniali. Infatti ci piacerebbe trasferirci a vivere in Italia ma non senza un minimo riconoscimento della nostra unione. Ci costerebbe troppo, soprattutto in termini economici: ad esempio perderemmo tutti i diritti pensionistici costruiti come coppia, che appunto in Italia non verrebbero riconosciuti. Ecco a voi, sotto i vostri occhi la falsità della libera circolazione dei cittadini nell’Unione. E’ una bugia perchè questo è garantito solo ai soggetti che abbiano un bel certificato, potendo matrimoniale, meglio ancora se contratto in una chiesa, sublime perfezione se questa è pure cattolica, e che ne attesti la sana e robusta eterosessualità. Almeno secondo lo stato italiano.
Pierangelo Bucci Rozendaal
Per segnalare i casi di ingiustizia, discriminazione, maltrattamenti che avete subito o di cui siete stati testimoni, inviate una mail a redazione@gay.it.

Leggi   Olanda apre alla maternità surrogata per le coppie gay
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...