Non ha detto di essere gay. Bufera nell’IdV

È candidato per la guida del partito regionale. Ma un utente scrive su internet che “è inaffidabile perché non ha detto di essere gay”. Con Gay.it si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

In vista del congresso regionale da cui verrà fuori il nome del nuovo coordinatore regionale dell’Italia dei Valori in Toscana, Alessandro Cresci, candidato al ruolo contro lo sfidante Fabio Evangelisti, ha subìto un attacco personale che ha tirato in ballo la sua omosessualità. Non ha detto pubblicamente di essere gay e dunque non votatelo al congresso regionale del 24 ottobre a Pisa, ha scritto un utente anonimo sul sito iltribuno.it. "Scoprirlo a posteriori ci ha lasciato il dubbio della affidabilità sulla persona o sulla sua ricattabilità politica", è stata la conclusione di un tale Enrico di Pisa. Pronta la reazione del leader Antonio di Pietro che è intervenuto a favore del candidato: «Butteremo fuori chi ha attaccato Cresci perché ‘non ha detto di essere gay’». Ma l’amaro in bocca rimane, dice Cresci a Gay.it.

Cresci, ha nascosto davvero la sua omosessualità ai membri del suo partito?

No mai. Sono nel partito dal 2003 e quelli che mi conoscono da anni sapevano perfettamente che convivo col mio compagno.

Chi è l’utente anonimo di Pisa che ha scritto quel commento?

Non so chi possa essere l’utente anonimo che ha scritto sul tribuno.it, ma chi invece mi ha rivolto commenti anche peggiori e si è firmato con nome e cognome lo conosco bene.

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A quali commenti si riferisce?

Lo stesso giorno in cui quell’utente ha scritto il commento su quel sito mi sono arrivate delle mail non proprio gentili. Gliene leggo una, tanto per fare un esempio: "Il partito a Firenze non è altro che un partito pieno di checche". Stiamo parlando non di un semplice iscritto, ma di una persona che ha un incarico elettivo nel partito locale.

È ancora intenzionato a querelare?

Certo. Querelerò quelli che si sono firmati con nome e cognome e quell’utente anonimo. Sto andando giusto adesso alla Polizia Postale per sporgere denuncia.

Ha pensato di ritirarsi dalla gara con Evangelisti?

Forse l’intento era proprio questo, fare in modo che mi ritirassi, ma non ci riusciranno.

Vediamo il lato positivo: questa vicenda le ha fatto almeno un po’ di pubblicità

Sì è vero. Chissà se positiva o negativa.

La pubblicità al suo partito direi che è negativa

Il clamore all’inizio è stato negativo ma quando Antonio Di Pietro ha rilasciato la dichiarazione per cui questo non è il partito degli omofobi la pubblicità è diventata positiva.

C’è un problema dei dirigenti dell’IdV con l’omosessualità?

Qualcuno ha sicuramente un problema, basta leggere le dichiarazioni di solidarietà. La nostra consigliera regionale Maria Luisa Chincarini, per esempio, ha dichiarato che "Le persone vanno giudicate per quello che fanno, al di là se sono uomini, donne o gay", come se i gay fossero una terza categoria. Sicuramente c’è un po’ di confusione.

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Il suo sfidante Evangelisti è stato però solidale

Il giorno dopo. Quando è successo il fatto e gliene ho parlato ha detto semplicemente di cercare di abbassare i toni. Non mi sembra proprio una dichiarazione di solidarietà. Quando poi il caso è uscito sulla stampa ha speso parole positive ma ormai era tardi. La stesa cosa è successa col senatore Pancho Pardi. Non una parola quando gli ho raccontato il fatto.

Rimarrà dentro l’IdV se perderà il congresso?

Certamente. Non ho sbagliato io a scegliere questo partito, ma gli omofobi. Come ha detto Di Pietro: "gli omofobi saranno cacciati".

Il suo compagno che ne pensa?

Ha detto di andare avanti e che mi devo fare forza. Mi sta sostenendo al massimo.

di Daniele Nardini