North Carolina: parziale retromarcia sulla Bathroom Law

Ma per le organizzazioni LGBT non è abbastanza.

Il governatore della North Carolina Pat Mac Crory, al centro delle polemiche per la cosiddetta “Bathroom Law“,  contro la quale erano già scesi in campo, oltre alle associazioni LGBT, anche aziende come Paypal e Deutsche Bank e personaggi come Michael Moore e Bruce Springsteen,  ha fatto una parziale retromarcia nella giornata di ieri, ripristinando alcune misure antidiscriminazione che, attraverso il controverso provvedimento, aveva revocato.

bathroom-lawMac Crory ha infatti dichiarato che” in seguito alle proteste ipocrite, dovute ad una comunicazione sui media mistificante e all’indignazione selettiva che vuole minare l’unità del grande stato della North Carolina” ha deciso di chiarire e rinforzare alcuni passaggi della legge che sarebbero stati a suo dire “mal interpretati”, reintroducendo la possibilità di citare i datori di lavoro per discriminazione e riconfermando complessivamente le tutele statali per le persone LGBT eliminate in precedenza.

La pressione dell’opinione pubblica dunque ha ottenuto un primo risultato, ma resta l’altro dispositivo indigeribile della legge,  quello che ha sollevato l’indignazione di tutta la componente progressista americana e internazionale, ossia quella norma retrograda e irragionevole imposta alle persone transgender, che verrebbero obbligate per legge ad usare solo spogliatoi e bagni del proprio sesso “anagrafico”. 

Su questo aspetto il governatore fa incredibilmente ancora orecchie da mercante dicendo che è una semplice “questione di buon senso” [sic].

Ovviamente le organizzazioni anti discriminazione non mollano: “Dal Governatore McCrory abbiamo avuto solo un debole sforzo per salvare la faccia dopo i suoi attacchi radicali alla comunità LGBT. Continueremo la nostra battaglia“, ha detto Sarah Preston, direttore esecutivo della American Civil Liberties Union of North Carolina.