Novara, il sindaco non dà il patrocinio al Pride: “Inutile ostentazione”

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Dopo i casi di Genova, della provincia di Trento e della regione Lombardia, anche la città piemontese dice no al corteo LGBT.

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Cambiano le parole, ma non la chiusura al Pride: anche a Novara arriva un no al patrocinio. Dove c’è Lega c’è medioevo.

Il Pride di Novara del 26 maggio non avrà il patrocinio del Comune. Una bocciatura che era già nell’aria quella della giunta targata Lega, che ribadisce la difficoltà, e di conseguenza il merito, di voler portare il Pride per la prima volta in città.

Il corteo organizzato da NovarArcobaleno, Sermais e Amnesty International è uno dei primi in calendario quest’anno ed è tra quelli che, in pieno spirito Onda Pride, porterà in provincia visibilità per la comunità LGBT.

“È una manifestazione di tipo simbolico-folkloristico che a nostro modo di vedere non può apportare il giusto contributo alla crescita e alla consapevolezza su problemi di questo tipo – ha spiegato il sindaco Alessandro CanelliRitengo possa essere addirittura controproducente rispetto alle finalità che si intendono raggiungere”.

Novara Pride
Il lancio del Novara Pride sulla pagina Facebook di NovarArcobaleno.

“È un’inutile ostentazione. So che ci saranno tante polemiche – continua il primo cittadino novarese – ma sono convinto che la pubblica amministrazione possa fare meglio alla causa contro le discriminazioni sessuali non patrocinando eventi come questo. Come me la pensano tanti omosessuali”.

Ci sarebbe da chiedere chi siano gli omosessuali a cui fa riferimento il sindaco: sono cittadini LGBT novaresi che hanno il privilegio di essere ascoltati da Canelli o si è basato sui commenti presi da Facebook come il suo collega di Genova? La sua scelta fortunatamente non è stata condivisa da Provincia e Regione, che invece hanno concesso il patrocinio alla manifestazione LGBT.

“Le opinioni della giunta su questi temi erano note – commentava ieri il presidente di NovarArcobaleno, Alessandro Antonini, prima di ricevere la lettera ufficiale – Già l’anno scorso abbiamo polemizzato per le celebrazioni delle unioni civiliNon ci aspettavamo un’apertura ma speravano che a livello locale un’amministrazione riconoscesse il merito di una manifestazione come questa, che porterà duemila persone in città. Ci spiace”.

La questione tuttavia non sembra essere chiusa qui, dal Partito Democratico, all’opposizione in comune, fanno sapere che presenteranno un’ordine del giorno in Consiglio per chiedere che si esprima sulla vicenda.

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