Nozze gay a Torino: Debora avrà la “licenza matrimoniale”

Un congedo retribuito proprio come quello che spetta alle coppie etero che si sposano. A concederlo è la Onlus Stranaidea in cui lavora una delle due donne che Chiamparino unirà in matirmonio.

Il loro caso ha fatto discutere tutta l’Italia e la decisione del sindaco Sergio Chiamparino si celebrare, seppure simbolicamente, le loro nozze è stato accolto da tutta la comunità lgbt come un esempio che anche altri sindaci dovrebebro seguire al punto che Gay.it ha lanciato una camapgna dal titolo esemplificativo: "Mille Chiamparino". Antonella D’Annibale e Debora Galbiati Ventrella si sposeranno il 27 febbraio prossimo alla Rotonda del Valentino. Gli anelli, fatti apposta per le due future spose, saranno porte da una bimba al momento opportuno.

E Debora, che lavora come educatrice presso la cooperativa sociale Stranaidea, una Onlus attiva a Torino da circa 25 anni, ha anche ottenuto un periodo di congedo retribuito, quella che in genere si chiama licenza matrimoniale. Proprio come sarebbe successo se avesse sposato un uomo. Proprio come sarebbe se le unioni gay fossero, finalmente, legalizzate anche in Italia che definire fanalino di coda rispetto all’Europa in tema di diritti e tutela delle persone lgbt è, ormai, fin troppo generoso.

"L’estensione del congedo matrimoniale per Debora, anche in assenza di documenti legalmente riconosciuti – dice Daniele Viotti del Comitato Torino Pride -, dimostra così rispetto e riconoscimento verso una lavoratrice che contribuisce alla crescita della cooperativa; dimostra la disponibilità a sopperire ad una mancanza legislativa e dimostra infine la capacità di superare ostacoli burocratici a favore di un’azione concreta".

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"Gli strumenti a disposizione delle imprese per gestire politiche rispettose dei diversi orientamenti sessuali competono naturalmente alla creatività dei manager delle risorse umane – continua Viotti -; si possono tuttavia tracciare alcune soluzioni ricorrenti: dall’estensione dei benefici previdenziali al/alla partner, alla stesura di codici etici non discriminatori, dalla formazione specifica sul tema per tutti i/le dipendenti alla partecipazione diretta dell’azienda in eventi lgbt".

Insomma, che dopo Chiamparino, anche la Onlus Stranaidea faccia da apripista a politiche aziendali più rispettose e promotrici di iniziative contro la discriminazione.