Nuova Zelanda: il primo ministro al Big Gay Out

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Il primo ministro Helen Clark, un ministro che festeggia l’unione civile col suo compagno da 33 anni e altri membri del parlamento per il più grande evento gay...

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AUCKLAND – Sabato si è tenuto nella principale città neozelandese il consueto appuntamento annuale del Big Gay Out, una grande manifestazione nata come una festa per celebrare il valore di una società che sia multiculturale e che faccia delle differenze un plus, non una cosa negativa. Oltre dodicimila persone hanno affollato il grande parco all’aperto di Point Chevalier dove sono stati allestiti tantissimi stand sia gastronomici che espositivi. Tantissime le coppie e famiglie che hanno portato i loro figli, infatti per i bambini è stata allestita tutta una vasta area di giochi. Forte anche la presenza della AIDS/HIV Foundation che è tra i promotori dell’iniziativa insieme alle associazioni GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transgender). Ora ufficiale d’inizio mezzogiorno: uno tra i primi ad arrivare è stato il sindaco di Auckland Dick Hubbard.
Il ministro dell’ambiente Chris Carter il giorno precedente aveva celebrato l’Unione Civile col suo partner Peter Kaiser, col quale fa coppia ormai da 33 anni (ma chi lo dice che le coppie gay non durano e tendono a ‘destabilizzare’ la società? Quando nel pomeriggio si è arrivati al momento del taglio della torta (nella foto, GayNz) era nel frattempo arrivata anche la Primo ministro Helen Clark, da sempre grandemente attenta alla minoranza non eterosessuale del paese, che ha tenuto anche un discorso nel quale ha raccontato della cerimonia dell’unione civile del giorno precedente di uno dei suoi ministri col suo compagno e di come in questi anni abbia apprezzato il contributo dato in parlamento da Georgina Beyer, la deputata transgender che si appresta a lasciare la sua carica per proseguire in altri suoi progetti. La presenza di tanti rappresentanti politici (sia progressisti che conservatori) da l’idea di quanto sia abissale la differenza culturale su temi come la parità sociale tra la Nuova Zelanda e l’Italia, basta ripensare alle critiche bigotte che sono piovute lo scorso anno sul ministro Pollastrini quando ha deciso di partecipare al Gay Pride di Torino.
Mentre nel parco procedeva un grande e generalizzato picnic sul palco si sono susseguite esibizioni di gruppi musicali, tra cui diversi lesbo-rock band e l’immancabile intrattenimento dissacrante e sopra le righe proposto da un buon gruppo di drag queen. Il Big Gay Out si è riconfermato ancora una volta una grande festa organizzata dalla comunità GLBT e altamente goduta e resa vitale da tutti quanti. La giornata è trascorsa pacificamente e senza incidenti: in serata la polizia di Auckland in un comunicato ha sottolineato l’assoluta mancanza di problemi “di comportamento”, una cosa piuttosto insolita quando si radunano folle di queste dimensioni e visto l’inevitabile scorrere di birra a fiumi. Quest’anno non si sono presentati i consueti protestanti fondamentalisti religiosi, che di solito accorrevano per invocare un ritorno sulla retta via e inneggiare alla famiglia tradizionale. A molti sono mancati, essendo ormai anch’essi un aspetto tradizionale di una festa dell’inclusione come il Big Gay Out. (Roberto Taddeucci)

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