Obama firma: cade il divieto di coming out

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Giornata storica in America. Obama ha firmato l'abrograzione del Don't ask don't tell. «Noi non siamo la nazione del 'non chiedere, non dire' ma del 'Out of many,...

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Davanti a 500 persone, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato al Dipartimento degli Interni la legge che abroga la Don’t Ask, Don’t Tell, la politica dell’esercito statunitense che proibiva ai gay dichiarati di prestare servizio nelle forze armate americane. "Sono entusiasta. Abbiamo lavorato duramente per questo traguardo", ha spiegato il presidente, "l’orientamento sessuale dei soldati non limita le loro capacità più della religione o della razza. Sono orgoglioso di firmare una legge che rafforzerà la nostra sicurezza nazionale. Al Paese non saranno negati migliaia di soldati solo perché sono gay".

Con accanto il vice presidente Joe Biden, Obama ha poi ringraziato i vertici militari e i parlamentari, democratici e repubblicani, che hanno collaborato per abrogare la clausola discriminatoria. "Era un tema fondamentale della mia campagna elettorale", ha detto. Prima di sedersi per firmare la legge Obama ha lanciato un appello ai gay, "il vostro Paese ha bisogno di voi e sarebbe felice di avervi tra le file del miglior esercito del mondo".

"Noi non siamo una nazione che dice ‘Don’t Ask, Don’t Tell’. Siamo una nazione che dice Out of many, we are one (al di là delle differenze, siamo un solo popolo)", ha detto. "Siamo una nazione che dà il benvenuto al servizio di ogni patriota".

La legge faceva parte degli impegni elettorali del presidente assunti durante la campagna del 2008, ma per la sua definitiva entrata in vigore bisognerà aspettare che il segretario alla Difesa Robert Gates e il capo delle forze armate ammiraglio Michael Mullen certifichino che la rimozione del bando nei confronti degli omosessuali possa avvenire senza danneggiare l’operatività delle forze armate.

Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha dichiarato di vedere positivamente l’abolizione del DADT. "Ha fatto benissimo, una cosa che in Italia abbiamo già affermato da tempo – ha detto La Russa all’agenzia Adnkronos – anche se continuiamo ad affidarci agli organismi militari, affinché né episodi di cosiddetto orgoglio gay, né episodi di bullismo machista turbino la normale attività militare". "Una cosa – conclude il ministro della Difesa – è la libertà di essere gay o eterosessuali, una cosa è avere esibizioni di machismo o di ‘gaysmo’, chiamiamolo così, all’interno delle Forze Armate".

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