Olanda: vince la destra antigay

La Lista Fortuyn diventa la seconda forza politica del paese. Prossimo primo ministro sarà forse Balkenende, avversario delle politiche su eutanasia, matrimoni gay e droghe leggere.

L’AJA – Gli elettori olandesi hanno voltato a destra dando un’ampia vittoria all’opposizione. Gli olandesi hanno votato per Pim Fortuyn, il leader populista omosessuale assassinato il 6 maggio, e la Lista che porta il suo nome (Lpf) diventa la seconda forza politica del paese dietro i cristiano-democratici (Cda), che guideranno il governo. Prossimo primo ministro olandese sarà con ogni probabilità il quarantaseienne Jan Peter Balkenende, professore di filosofia cristiana, avversario delle politiche olandesi nei confronti di eutanasia, matrimoni gay e tolleranza verso le droghe leggere.

Esce a brandelli la maggioranza che ha governato negli ultimi otto anni l’Olanda, con socialdemocratici (Pvda) del premier uscente Wim Kok e liberali (Vvd) dimezzati.

Secondo i risultati ufficiali pressochè definitivi diffusi in nottata (mancano solo i voti all’estero, il cui spoglio verrà completato entro il 21 maggio), 43 seggi, sui 150 della Camera bassa, sono andati ai cristiano-democratici (ne avevano 29 nel Parlamento uscente) e certamente il "formatore", colui che riceverà dalla regina Beatrice l’ incarico di formare e poi di guidare il nuovo governo sarà il giovane leader Jan-Peter Balkenende. Logica e previsioni dicono che l’Olanda avrà un governo di centrodestra, guidato da Balkenende e dal Cda, sostenuto dalla Lista Pim Fortuyn (oggi domani sarà eletto il nuovo capo del partito) con i suoi 26 e dai liberali, che ne hanno 23 e sarebbero protagonisti di un loro personale ribaltone, essendo anche loro usciti ridimensionati dall’esperienza governativa appena conclusa (nelle precedente legislatura avevano 38 seggi).

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In virtù del sistema elettorale olandese – un proporzionale puro, che favorisce la dispersione dei voti – nessun partito può pretendere di formare il governo da solo.

E nell’Olanda che si è scoperta per la prima volta appassionata di politica, che ha rovesciato ogni pronostico e che ha visto nascere in 3 mesi il secondo partito del paese, tutto è ancora possibile. Lo sostengono, il cristiano- democratico Hans Van der Broek, ex premier ed ex commissario europeo, che – risultati alla mano – ha dichiarato: "Non si può escludere niente, nemmeno un governo di coalizione del Cda con i socialisti".

E il liberale Frits Bolkestein, attuale commissario europeo al mercato interno, ha seminato ulteriori elementi di incertezza, sottolineando che "la Camera bassa è instabile e fra un anno si tornerà alle urne".

Lo stesso leader liberale olandese, Hans Dijkstal ha detto che "è un giorno nero per l’Olanda"

I socialdemocratici del Pvda, attraverso Ad Melkert, che li ha guidati alle elezioni, affermano di "accettare la sconfitta" – sono passati da 45 a 23 seggi – e di "prepararsi a fare l’opposizione", raccomandando alla Lista Fortuyn di rispettare l’impegno preso con gli olandesi di restare nel solco della democrazia. Ma intanto Melkert ha subito annunciato le sue dimissioni, dopo il tracollo della coalizione uscente.

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Il completo rovesciamento del fronte politico in Olanda giunge dopo una campagna elettorale troncata in anticipo dall’ assassinio di Pim Fortuyn, il sociologo gay che si era affermato come personaggio nuovo, in grado di parlare il linguaggio della gente, raccogliendo istanze populiste ma non estremiste. Immigrazione, criminalità, welfare non più in grado di far fronte ai bisogni degli olandesi sono stati i suoi cavalli di battaglia. Non soltanto l’affermazione postuma da lui ottenuta con la Lista Fortuyn, ma il crollo verticale della coalizione di centrosinistra che ha governato l’Olanda hanno dato ragione all’ intuito politico di Fortuyn.

Sotto il governo Kok il paese ha raggiunto livelli di ricchezza sconosciuti prima, la crescita economica ha toccato livelli record, ma analogamente a quanto accaduto in Francia le istanze di base della popolazione, quelle più elementari come la sicurezza, l’immigrazione, la droga, sono rimaste inascoltate.

Resta l’incognita dell’identità della nuova forza politica, che alla morte di Fortuyn si è rivelata finora un insieme di personaggi curiosi e di scarsa esperienza politica: una ex Miss Olanda che ha denunciato compagni di partito che l’avrebbero molestata, un allevatore di maiali, uno dei più noti palazzinari di Olanda, persino il numero 2 del partito, Varela, che ha 27 anni, viene da Capo Verde e appare talmente privo di esperienza politica da essere stato già escluso dalla battaglia per la leadership nonostante sul suo nome si siano riversati i milioni di voti del defunto numero 1.

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Oggi la Lista Fortuyn senza leader – Peter Langendam, appena eletto presidente è già dimissionario – si darà un nuovo capo per affrontare l’avventura del governo.