Oltre 250 magistrati, giuristi e avvocati a favore della stepchild

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Adesione massiccia all'appello di Articolo29.it. Intervista a Marco Gattuso, direttore.

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Sono oltre 250 le firme arrivate. Firme assolutamente di peso, che aumentano di ora in ora. Si va da presidi di facoltà, a professori di diritto delle università di tutta Italia, a magistrati dei tribunali dei minori, a giuristi, ad avvocati più o meno famosi. Sono veramente un fiume in piena le adesioni all’appello che il sito di informazione giuridica su famiglia, orientamento sessuale e identità di genere Articolo29.it ha lanciato quindici giorni fa a favore della stepchild adoption: “Queste bambine e questi bambini esistono. Il Legislatore non può cancellarli, non può voltarsi dall’altra parte, ignorandone le esigenze di protezione. Va, dunque, rigettato il ricorso a un inedito “affidamento in casi particolari” perché del tutto inadeguato alla protezione dei bambini, che non possono restare in balia di status precarî e revocabili, ma che, al contrario, necessitano di stabilità giuridica, di genitori che abbiano responsabilità nella cura, nell’educazione e nel mantenimento sino alla maggiore età ed oltre. Va, pure, respinta con forza l’ipotesi di una legge sulle unioni civili che oggi regoli soltanto le relazioni tra gli adulti, perché ciò significherebbe l’ennesimo rinvio che ancora una volta lascerebbe senza protezione proprio i soggetti più deboli, i bambini.

Marco Gattuso, che di Articolo29.it è il direttore, è ovviamente molto soddisfatto del suo lavoro. Al telefono, stamani presto, ci confessa che “le adesioni sono arrivate in un numero assolutamente inatteso”. “Ma quello che ci ha più colpiti – dichiara a Gay.it – è la qualità delle adesioni, che dimostra che in alcuni ambiti giuridici il consenso su queste posizioni è assolutamente unanime. Stiamo infatti parlando del top dei giuristi italiani, in particolare tra costituzionalisti, giuristi di diritto privato e di famiglia. Il segnale al Parlamento è chiaro: il ddl Cirinnà va approvato così come è, senza toccare la stepchild adoption che nell’appello viene infatti definita una ‘garanzia minima‘: il trattamento deve essere omogeneo al matrimonio perché altrimenti la legge sarebbe esposta a nuovo giudizio di costituzionalità, questo è il succo”. Ed ancora: “sui bambini non si può giocare nessuna battaglia in astratto: il giudice che ha di fronte un bambino e due persone che vogliono crescerlo insieme deve sempre e solo valutare le situazioni in concreto e la loro capacità di essere genitori”. “Del resto – ricorda Gattuso – la Corte Europea di Strasburgo nel 2012 ha dichiarato illegittima la legge austriaca proprio perché non prevedeva la stepchild: questo errore, in Italia, siamo ad un passo dall’evitarlo”.

Tra le adesioni alcuni dei più autorevoli giuristi italiani, fra cui i presidi delle Facoltà di Giurisprudenza di Milano Nerina Boschiero e di Roma Paolo Ridola, giuristi del calibro di Paolo Zatti, Salvatore Patti, Roberto Romboli, Giuditta Brunelli, Emilio Dolcini, Gilda Ferrando, Giulia Rossolillo, Vladimiro Zagrebelsky (già giudice della Corte europea dei diritti umani), Andrea Pugiotto, Marilisa D’Amico, Stefania Bariatti, Alfredo Galasso, Maria Carmela Venuti, Gaetano Azzariti, Paolo Cendon, il filosofo del diritto Luigi Ferrajoli e tantissimi altri ed altre ancora. Fra i firmatari anche Magistratura Democratica e magistrati noti come l’ex procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, Gabriella Luccioli, ex presidente della sezione di Cassazione competente per la famiglia, i minori e le adozioni, l’ex presidente del Tribunale per i minorenni di Roma Carmela Cavallo, l’attuale presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna Giuseppe Spadaro, Elena Paciotti, presidente della Fondazione Basso, Livio Pepino, oggi direttore delle Edizioni Gruppo Abele, oltre a vari presidenti di tribunale, di sezioni famiglia di tribunale e Corte d’Appello, giudici di Cassazione e giudici di merito, molti assai conosciuti per le specifiche competenze in materia di minori e famiglia. Numerosi gli avvocati, fra cui la stessa Camera Minorile di Milano, che continuano ad aderire in queste ore mentre l’appello sta ancora girando nelle liste delle associazioni.

Ecco l’appello nella sua interezza:

“I giudici di Strasburgo con la sentenza del 21 luglio 2015 hanno condannato l’Italia per inottemperanza all’obbligo positivo di dare attuazione ai diritti fondamentali alla vita privata e alla vita familiare delle coppie dello stesso sesso. Come sottolineato dalla Corte costituzionale, il Parlamento italiano è chiamato oggi ad approvare “con la massima sollecitudine” una “disciplina di carattere generale” che tuteli le unioni omosessuali. Le corti europee richiedono che la normativa da emanare sia conforme al principio di non discriminazione ed assicuri un trattamento giuridico omogeneo a quello delle coppie coniugate, giacché ogni disparità esporrebbe la legge a nuovo vaglio di legittimità.

Preoccupa, quindi, che il dibattito sociale e parlamentare sembri bloccarsi sul tema della genitorialità, agitando questioni estranee al ddl (quale quella della surrogazione di maternità, comunque oggi vietata in Italia) e rischi di arenarsi sullo scoglio della c. d. stepchild adoption.

Quali giuristi (docenti universitari, giudici, avvocati) impegnati sui temi dei diritti fondamentali, del diritto di famiglia e dei minori, non possiamo non rilevare che l’adozione del figlio da parte del partner del genitore biologico (c. d. “adozione in casi particolari”), diretta a dare veste giuridica ad una situazione familiare già esistente di fatto, rappresenta la garanzia minima per i bambini che vivono oggi con genitori dello stesso sesso.

Il riconoscimento giuridico della relazione anche nei confronti del genitore sociale assicura difatti al bambino i diritti di cura, di mantenimento, ereditari ed evita conseguenze drammatiche in caso di separazione o intervenuta incapacità o morte del genitore biologico, salvaguardando la continuità della responsabilità genitoriale nell’esclusivo interesse del minore.

Queste bambine e questi bambini esistono. Il Legislatore non può cancellarli, non può voltarsi dall’altra parte, ignorandone le esigenze di protezione.

La giurisprudenza italiana ed europea segnala come la scelta più ragionevole e giuridicamente corretta consista nel consentire ai giudici di valutare caso per caso se l’adozione da parte del partner assicuri la migliore protezione dell’interesse superiore dei figli di genitori omosessuali. La giurisprudenza di merito ha già individuato diverse modalità di tutela, secondo la disciplina vigente, consentendo l’adozione ex art. 44, lettera d, Legge adozioni e, in alcuni casi, la trascrizione di atti esteri.

Tutti i Paesi con civiltà giuridica a noi affine si sono dotati di strumenti efficaci per la tutela dei figli di genitori omosessuali: la stepchild adoption, in forma analoga a quella prefigurata nel ddl in discussione, è prevista da anni nella legge tedesca; alcuni dei maggiori Paesi europei (Regno unito, Francia, Spagna) già ammettono l’adozione piena e legittimante.

Va, dunque, rigettato il ricorso a un inedito “affidamento in casi particolari” perché del tutto inadeguato alla protezione dei bambini, che non possono restare in balia di status precarî e revocabili, ma che, al contrario, necessitano di stabilità giuridica, di genitori che abbiano responsabilità nella cura, nell’educazione e nel mantenimento sino alla maggiore età ed oltre.

Va, pure, respinta con forza l’ipotesi di una legge sulle unioni civili che oggi regoli soltanto le relazioni tra gli adulti, perché ciò significherebbe l’ennesimo rinvio che ancora una volta lascerebbe senza protezione proprio i soggetti più deboli, i bambini.”

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