Omicidio di Vincenzo Ruggiero, ergastolo anche per De Turris

Ciro Guarente era già stato condannato lo scorso anno, ieri è arrivata la sentenza anche per il secondo assassino di Vincenzo, attivista gay sciolto nell’acido.

Si può dichiarare concluso il caso di Vincenzo Ruggiero, l’attivista gay ucciso nel 2017 da Ciro Guarente e Francesco De Turris. Aveva 25 anni, Vincenzo, quando venne ucciso dai due con una pistola calibro 7,65, fornita proprio da De Turris a Guarente. A causare la morte del giovane attivista gay, una storia d’amore. Da quanto ricostruito dai Carabinieri, Guarente quella sera dell’agosto di 2 anni fa andò ad Aversa, dove abitava Vincenzo Ruggiero assieme a Heven Grimaldi (una ragazza trans che aveva una relazione con il 37enne) per parlare con il ragazzo. A seguito di un’accesa discussione, Guarente gli avrebbe sparato con la pistola che aveva con sé, uccidendo Ruggero.

Poi, assieme a De Turris, fece a pezzi il corpo del giovane. Per poi sciogliere una parte dei resti nell’acido e mescolare le parti restanti nel cemento, con il quale realizzò un muretto posizionato nel box auto di De Turris, a Ponticelli (Napoli). Mentre Ciro Guarente confessò il delitto, venne processato con rito abbreviato e condannato all’ergastolo, la Corte d’Assise ha fatto attendere Francesco De Turris fino ad oggi, con l’ultima seduta in tribunale. E ricevendo la stessa pena del complice. Guarente deciso di collaborare dopo aver visto le riprese di una telecamera, che lo mostravano chiaramente mentre caricava il corpo del 25enne in auto.

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Il padre di Vincenzo Ruggiero: “E’ arrivata la giustizia terrena”

Questo verdetto sicuramente non mi ridà mio figlio, ma si è esaudito il mio primo desiderio, la giustizia terrena. Ora aspetto la giustizia divina“. Queste le parole del padre di Ruggiero, subito dopo la sentenza. I genitori del ragazzo hanno potuto solo nel 2018 celebrare i funerali del figlio, quando i Carabinieri restituirono loro i resti. 

I due ergastolani potrebbero far ricorso in appello, per evitare di dover scontare una condanna a vita.