Omofobia continua: pestaggio ad Ostia

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Volto insanguinato, setto nasale e una costola rotta. Ennesimo bollettino di guerra in arrivo questa volta da Ostia, dove un ragazzo è stato massacrato di botte al grido...

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"Frocio Comunista".

Queste le parole urlate ad Ostia, tra la notte di venerdì e sabato, nei confronti dell’ennesimo ragazzo inseguito e massacrato di botte, questa volta da tre balordi, perchè ritenuto gay dall’abbigliamento.

Preso alle spalle e scaraventato a terra, gli sono piovuti addosso calci e pugni sul viso e sulla schiena, tanto da rompergli il setto nasale e una costola.

A salvarlo, molto probabilmente, la vicinanza del Commissariato di Polizia, raggiunto verso le 5 del mattino. Qui, completamente tumefatto, ha denunciato l’aggressione, per poi essere di corsa portato all’Ospedale Grassi di Ostia.

"Quando mi hanno visto, ha raccontato il 30enne a ‘Il Messaggero’, mi hanno fatto il saluto romano. Io ho fatto finta di niente e ho proseguito a camminare per la mia strada. Ma li ho sentiti che dicevano qualcosa ma non ho capito cosa". "Sono arrivati alle spalle mi hanno urlato frocio comunista e poi mi hanno massacrato di botte. Pensavo che mi avrebbero ammazzato".

Immediate le reazioni politiche: Massimiliano Valeriani, Consigliere Pd al Comune di Roma, ha sottolineato come: "siamo ormai in una vera e propria emergenza. Da Alemanno non vogliamo piu’ parole, ma gesti concreti: deve dirci come intende affrontare questa ormai quotidiana e dilagante caccia al diverso.

Netta anche Imma Battaglia, Presidente DGay Project, che ha così commentato l’accaduto: "Bisogna urgentemente trovare i responsabili e da parte delle istituzioni, quelle rimaste almeno, mostrare solidarieta’ e condannare l’episodio, con voce unanime, che veda anche la condanna da parte del Governo".

Duro anche il commento di Enzo Foschi, consigliere del Pd alla Regione Lazio: "Continuano i pestaggi vigliacchi a sfondo razzista con tanto di saluto fascista e slogan urlati che fanno ben capire in quale ambito nascano queste azioni. E’ incredibile che ancora si tenti di nascondere da dove vengono questi delinquenti e il perché si sentano così tronfi e sicuri nel manifestare la loro intolleranza”. ”Finché certi politici e rappresentanze istituzionali continueranno a definire le gesta di questi squadristi semplici ‘bravate’, continua Foschi, e a mandare messaggi ambigui rispetto alle tematiche dei diritti civili, sull’omofobia e sulla mancanza di tutele per le vittime di questi aggressioni ci troveremo di fronte a un grave problema. Il sindaco Alemanno che cosa intende fare per tutelare i suoi cittadini?”. ”Non si può aspettare che accada qualcosa di ancora più grave e poi cospargersi il capo con la cenere. Si esprima chiaramente su quanto sta accadendo a Roma e come intende rispondere la sua amministrazione".

Fabrizio Marrazzo, Presidente ArciGay Roma, si è così espresso: ”E’ orrendo. Un assurdo episodio di intolleranza. Un uomo inseguito, quasi braccato e poi picchiato selvaggiamente nel cuore della notte. Come raccontano oggi i giornali, l’abbigliamento della vittima ha fatto pensare ai suoi aggressori che fosse gay e questo e’ bastato a scatenarli”. ”Dobbiamo tutti domandarci come è stato possibile arrivare a questo punto. Contro questo clima di intolleranza occorrono risposte forti e immediate perché la nostra città non ne può davvero più".

Preoccupate anche le parole di Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma: "Purtroppo si e’ avverato quello che io avevo detto e che molti temevano: dopo le aggressioni a sfondo omofobo, per motivi legati alla religione, alle idee politiche o al colore della pelle, questa volta e’ bastato un semplice dettaglio nell’ abbigliamento per far si che un uomo fosse etichettato come diverso e quindi come un obiettivo da colpire con ferocia. Se siamo arrivati a questo punto vuol dire che si e’ davvero superato ogni limite. C’e’ un’ ondata dilagante di intolleranza che occorre fermare al piu’ presto con l’ impegno di tutta la comunita’ e con un’ attenzione maggiore verso la prevenzione del disagio e dell’ esclusione".

Infine, ecco le parole di Giorgio Ciardi, delegato del Sindaco di Roma per la sicurezza: ”Innanzitutto voglio esprimere la mia solidarietà alla vittima della brutale aggressione avvenuta ieri a Ostia: siamo certi che le forze dell’ordine stanno facendo tutto il possibile per assicurare alla giustizia i responsabili”.

di Federico Boni

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