Omofobia e razzismo: ecco le accuse dell’assassino in diretta

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Bryce Williams, l'assassino il cui video hanno sconvolto ieri il mondo, era anche gay

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Due ore dopo che Bryce Williams ha aperto il fuoco su Alison Parker, una giornalista di 24 anni di una rete locale della Virginia, e su Adam Ward, il suo cameraman ventisettenne, scatenando un putiferio di reazioni sul web in tutto il mondo, pare abbia inviato via fax una sorta di atto di accusa di ben 23 pagine ad ABC News spiegando i motivi che lo hanno portato alle sue uccisioni in diretta.
Come è noto, Vester Lee Flanagan, che in tv si faceva chiamare Bryce Williams, ha freddato con alcuni colpi di arma da fuoco Parker e Ward mentre stavano conducendo un intervista in diretta ed ha registrato tutta la scena col suo cellulare, postandola poco dopo su twitter. Il video, ovviamente, ha fatto il giro del mondo in pochi minuti.

Non è un caso che le due vittime fossero bianchi, nè, pare, che fossero eterosessuali.

La rete televisiva ABC News ha infatti pubblicato porzioni di questo atto di accusa di William, il quale sostiene che una delle motivazioni per il suo folle gesto è stato il bullismo che subiva per essere di colore ed omosessuale.
Williams, che è stato impiegato presso la stazione televisiva fino al 2013 citandola successivamente in giudizio per discriminazioni, ha scritto che egli “ha subito discriminazione razziale, molestie sessuali e mobbing sul posto di lavoro”, aggiungendo di essere “stato attaccato per essere un uomo gay e di colore” “da uomini neri e donne bianche”.

Williams avrebbe aggiunto le seguenti deliranti parole: “Sì, può sembrare che io sia arrabbiato … e lo sono. Ed ho tutto il diritto di esserlo. Ma quando lascio questa Terra, l’unica emozione che voglio sentire è la pace …“.
Pace che, evidentemente, voleva fosse solamente interiore. Purtroppo.

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