Omofobia e religione: il vescovo non vuole gay in chiesa

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Il vescovo di Aversa, Mario Milano, ha ordinato a un sacerdote di sospendere un programma d’incontri contro l’emarginazione degli omosessuali. Gli altri parrocchiani non gradivano i “diversi”.

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NAPOLI – Una Chiesa universale, capace di ascoltare e di rivolgersi a tutti? Non esattamente, stando all’ennesimo caso d’omofobia in ambito religioso. Il vescovo di Aversa ha messo alla porta un gruppo di credenti omosessuali che si riuniva periodicamente in una parrocchia per confrontarsi sul problema delle emarginazioni ed esclusioni che devono fronteggiare quotidianamente. Infatti, tanto per far loro capire che avevano perfettamente ragione, a don Eduardo Capuano, parroco della chiesa di Pascarola (una frazione del comune di Caivano nella provincia di Napoli) che aveva dato ospitalità al gruppo, è stato detto di porre fine al progetto. Il caso è stato reso noto da La Repubblica, a cui il sacerdote di Pascarola ha dichiarato che questo gruppo di preghiera «era nato per combattere l’emarginazione sociale che vivono gli omosessuale» e che «l’intento era quello di integrare queste persone parlando dei loro problemi, della loro vita ordinaria, ma questo a qualcuno non è piaciuto.»
Questo ‘qualcuno’ sarebbero altri parrocchiani, infastiditi evidentemente che a ‘certa gente’ fosse dato un luogo nel quale potersi incontrare, parlare, discutere dei loro problemi d’emarginazione e pregare. Dando un bell’esempio di rispetto per il prossimo e carità cristiana sono andati a protestare col vescovo, monsignor Mario Milano (nella foto con Karol Wojtyla), il quale invece d’invitarli all’amore, alla comprensione e alla tolleranza (dopo tutto non facevano niente di male) ha prontamente “consigliato” a padre Capuano di porre fine all’attività del gruppo. Ennesimo caso, questo, che illustra in modo lampante la politica dell’esclusione e dell’allontanamento messa in atto sempre con maggior decisione negli ultimi anni dalla gerarchia ecclesiastica della chiesa romana, i cui effetti diretti e indiretti sono sempre più evidenti anche nella vita sociale (aumento degli attacchi omofobi) e politica (arretratezza sui temi dei pari diritti civili) del nostro paese. (Roberto Taddeucci)

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