Omofobia a Gallipoli, il G Beach replica alle accuse: “Erano effusioni spinte”

“L’orientamento sessuale resta sempre una scelta privata e non ha ovviamente inciso nella nostra decisione”.

Il G Beach, stabilimento balneare del Salento, ha diffuso una comunicazione ufficiale in risposta alle accuse di omofobia scoppiate nelle scorse ore dopo che due ragazzi erano stati interrotti durante un bacio e invitati a evitare effusioni.

Senza scomodare il codice penale, ogni atteggiamento volgare in una spiaggia frequentata anche da bambini e famiglie deve essere bloccato all’istante. Non si parla, nel caso specifico, di baci romantici al tramonto ma di effusioni più spinte, molto più che censurabili. Non scendiamo nei particolari per una mera questione di buon gusto”: comincia così la nota dello staff, pubblicata sulla pagina pubblica di Facebook.

COMUNICAZIONE UFFICIALE

In riferimento alle notizie circolanti sul web in merito a quanto verificatosi nei giorni…

Pubblicato da G Beach Gallipoli su Mercoledì 16 agosto 2017

 

L’omosessualità, definita una scelta privata, non avrebbe inciso nella decisione di interrompere i due ragazzi: “L’omofobia non appartiene né alla gestione del G Beach né alla storia del suo titolare milanese, famoso per i suoi party sia in Italia che all’estero dove la comunità gay e LGBT sono sempre state trattate con rispetto”.

Tra i commenti c’è chi elogia lo staff dello stabilimento, sottolineandone la gentilezza e la disponibilità, e chi invece rileva un cambiamento di atmosfera da tre anni a questa parte, da quando cioè il posto è stato trasformato e indirizzato maggiormente a una clientela benestante. Un ragazzo, ad esempio, scrive: “Esiste una nuova gestione con idee aziendali e un nuovo plan d’immagine, ed è giusto che sia così. Ma se quel posto esiste e ha una certa fama è merito di quelle persone che la nuova gestione ora non vuole più vedere. Noi vediamo questa realtà tutto l’anno, non una settimana”. Un altro aggiunge: “Ho i brividi a leggere quanto scrive la proprietà: ero presente al tavolo con i miei amici e si trattava di un semplice bacio dopo un brindisi. Nessuna effusione, nessuna volgarità”.

Una puntualizzazione indirizzata al G Beach, ad ogni modo, è d’obbligo: l’omosessualità non è una scelta.

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12 commenti su “Omofobia a Gallipoli, il G Beach replica alle accuse: “Erano effusioni spinte”

  1. Ricordo che se è vero che il titolare ha mentito e si trattava di un semplice bacio esiste l’opportunità di sporgere denuncia per ingiuria e diffamazione. È tutto molto semplice se tu dici che io ho comnesso reato da codice penale e non è vero infanghi la mia onorabilità e commetti reato.

          1. Ahahah seriously? Quindi secondo te è matematicamente certo che i Gay anche se Cattolici vanno all’inferno mentre i mafiosi cattolici no?
            Noi LGBTQIA non uccidiamo nessuno né vogliamo distruggere la società: i mafiosi invece non solo rovinano la società ma non hanno remore a uccidere persino gli Innocenti!
            Dov’è Scipione l’onore dei mafiosi?
            SEI RIDICOLO elmo di Scipio!!

          2. Non capisci neanche una battuta che avrebbe capito un gay di due anni…
            Rileggiti la tua domanda e la mia risposta

          3. Capirai, tu sei omofobo e dunque la tua risposta poteva essere ben vera: e in Italia c’è gente che appoggia la mafia; sai, dopo le tue farneticazioni omofobe, non è così scontato capire le tue “battute”.

          1. @monsi67:disqus… gli piacerebbe proprio tanto a @disqus_2ZjJIq7BwN:disqus un po’ di nerchia…

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