Omofobia: gay insultato e aggredito a Roma

Mentre si prepara il grande festival della famiglia rigorosamente eterosessuale, il Family Day, aggressione a un gay sabato notte. Insulti e botte, al motto di: sporco frocio.

ROMA – Pestaggio ai danni di un giovane 21enne, Francesco P., che uscito da un noto locale gay nella zona di testaccio si è rivolto a dei ragazzi più o meno coetanei dicendo loro che erano proprio carini. I quattro, di età approssimativa tra i 18 e i 22 anni, se avessero ricevuto lo stesso complimento da una ragazza ne sarebbero certamente rimasti lusingati, ma la stessa cosa detta loro da un ragazzo ha fatto scattare una reazione violenta. Francesco è stato assalito al grido di “sporco frocio” e picchiato.

Secondo Fabrizio Marrazzo, Presidente Arcigay Roma e Responsabile Gay Help Line, il giovane «ha riportato ferite e lividi al viso ed al petto, è stato soccorso da alcuni volontari di Arcigay, presenti in zona per distribuire materiale sulla prevenzione Aids, ai giovani frequentatori della serata. Ha chiesto di essere accompagnato a casa di amici, nella provincia di Latina, dove risiede, e non ha voluto essere accompagnato ad un pronto soccorso, per paura che denunciando il fatto si evidenziasse che l’aggressione era dovuta alla sua omosessualità. Dato che la sua famiglia non lo accetta come gay, aveva paura dei possibili risvolti negativi nella sua vita familiare: sono queste famiglie che non comprendono i propri figli che vedremo al Family Day?» Marrazzo aggiunge «purtroppo molti casi simili vengono denunciati continuamente alla Gay Help Line 800 713 713, il nostro numero verde contro l’omofobia, e non all’autorità di polizia per paura dei risvolti nella propria vita familiare, lasciando così molto spesso impuniti gli autori di tali aggressioni. Da i nostri dati registriamo una forte crescita in Italia dell’omofobia negli ultimi tempi. Riteniamo che l’innalzamento dell’omofobia sia dovuto all’aumento della visibilità della comunità lesbica e gay italiana, alla quale purtroppo seguono molte dichiarazioni di personaggi pubblici che spesso dipingono le lesbiche ed i gay come dei modelli pericolosi e da evitare. Ci domandiamo se è questa l’Italia e le famiglie che vogliamo o le istituzioni locali e nazionali intendo realmente aiutarci in modo forte e concreto, ad esempio come recentemente è stato fatto contro la violenza verso le donne e razziale.»

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Solidarietà alla vittima di questo ennesimo attacco omofobo da parte di Cecilia D’Elia, assessore alle Politiche per la semplificazione, la comunicazione e le pari opportunità: «Desidero esprimere la solidarietà del Comune di Roma al ragazzo aggredito sabato notte a Testaccio. Voglio anche dirgli che se deciderà di sporgere denuncia contro i suo aggressori, come spero, l’Amministrazione sarà al suo fianco per aiutarlo. Penso che Roma sia nel complesso una città sicura e dove ognuno può esprimere in libertà le proprie differenze ma sono consapevole che c’è ancora molto lavoro da fare per sconfiggere vecchi e nuovi pregiudizi. Voglio comunque ricordare – conclude D’Elia – che il Comune di Roma, probabilmente la prima grande città in Italia a farlo, tramite un apposito bando di gara, si è dotato di un contact center multicanale anti-omofobia che entrerà a regime nelle prossime settimane, a cui i cittadini gay, lesbiche e trans si potranno rivolgere, sia per denunciare casi di discriminazione, sia per conoscere servizi dedicati.» (RT)