Omofobia a Gallipoli, due ragazzi interrotti durante un bacio in spiaggia: “Niente effusioni qui”

La giustificazione? Surreale, quanto il piccolo presente offerto alla coppia discriminata.

Nella giornata di ieri si è registrato l’ennesimo caso di omofobia, a Gallipoli.

A riportare l’accaduto è Daniele Sorrentino, amministratore della pagina Facebook “In piazza per il Family Gay” – poi ripreso da Gaynews – che ha raccolto la testimonianza rilasciata da Ivan Valcerca, docente romano in vacanza in Salento. Ivan si trovava presso il G Beach, nota struttura situata nel parco naturale di Punta della Suina, quando due suoi amici sono stati interrotti, mentre si stavano baciando, da un cameriere, che li ha gentilmente invitati a evitare effusioni in pubblico.

Immediata la richiesta di chiarimenti da parte del gruppo di amici: il proprietario ha porto le sue scuse, ha consegnato al gruppo una bottiglia di spumante e ha giustificato l’iniziativa del cameriere facendo riferimento ad un calo progressivo di clienti facoltosi proprio a causa delle continue segnalazioni del G Beach come meta rivolta alla comunità LGBT.

Giustificazione che non convince un altro utente della sopracitata pagina Facebook, Alex Mari, che racconta: “Sono stato a Gallipoli il mese scorso e ho alloggiato in un B&B gay-friendly. La proprietaria mi ha raccontato che hanno proposto a molte strutture balneari e della movida di fare convenzioni con i clienti del B&B. Il G Beach, dopo un iniziale consenso, si è tirato indietro per voce del proprietario, per sua stessa ammissione contrario a ogni convenzione con una categoria specifica come quella della comunità LGBT”.

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L’episodio è già stato segnalato al governatore della Puglia Michele Emiliano e il Salento Pride, in programma sabato 19 agosto proprio a Gallipoli, si preannuncia più bollente che mai.

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5 commenti su “Omofobia a Gallipoli, due ragazzi interrotti durante un bacio in spiaggia: “Niente effusioni qui”

  1. Posso dire che “gay-friendly” riferito ad un’attività economica non ha il benché minimo senso? Tutte le attività commerciale sono tenute per legge a non fare discriminazioni di nessun genere e se i clienti vengono importunati, che denuncino.

    1. Se uno sa che un’attività è “gay-friendly”, può stare tranquillo che non gli verranno negate la stanza, le effusioni in pubblico ecc. È come dire apertamente che i gay sono benvenuti, che non verranno trattati diversamente dagli etero, e a giudicare dalle notizie che stiamo leggendo in questi giorni direi che il senso ce l’ha eccome. Dovrebbe essere così ovunque ma non lo è, e non tutti si vogliono impegnare con denunce o subire discriminazioni nei momenti di relax.

  2. Finché non ci sarà una legge specifica che punisa l’omofobia come il razzisno cioè reato penalmente perseguito revocando le licemze io me ne resto all’estero i.miei soldi all’italietta latino machista omofoba bigotta non li porto.

  3. Continuerò a portare i miei soldi lontano dall’italietta omofoba bigotta macho.latina in vacanza in Paesi dove l’omofobia è reato penale considerato alla stregua del razzismo e dove certi comportamenti fanno revocare la licenza

  4. Bisogna imparare ad avere rispetto anche degli altri : non si può pensare che tutti abbiano lo stomaco per reggere alla vista di due uomini che realmente si baciano tra loro.

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