Omofobia: “Sei gay!” ancora bullismo a scuola

Ancora un’espressione di intolleranza omofoba in una scuola media del Montebellunese. Intanto arrivano critiche al ministro Fioroni da parte di alcune comunità giovanili e studentesche.

Nuovo grave episodio di bullismo a sfondo omofobico in ambito scolastico. La vicenda, finita in prima pagina sul quotidiano locale La Tribuna di Treviso, è accaduta in una scuola media nella zona di Montebelluna, in Veneto, dove un dodicenne è finito all’ospedale con una contusione cerebrale e un trauma cranico a seguito di una colluttazione avuta con un compagno di scuola che da mesi lo sbeffeggiava dandogli del ‘gay’ (magari il vocabolo usato non esattamente questo…). I due protagonisti della vicenda, essendo minorenni, sono protetti dall’anonimato. Di loro è emersa solo una descrizione sommaria, piuttosto da manuale: uno più gracile e ‘gentile’, l’altro più robusto e ‘spaccone’. Le canzonature pare andassero avanti da mesi. Il 28 aprile la vittima del bulletto di turno si è ribellata e l’altro, dando evidentemente prova di essere il macho della situazione, l’ha mandato all’ospedale. Tutto quello che la scuola ha fatto è di sospenderlo per qualche giorno. Il ragazzo vittima dell’aggressione è stato dimesso il 3 maggio, nonostante non si sia ancora completamente ristabilito.

Il problema degli atti di bullismo che hanno per sfondo un clima di emarginazione verso coloro che sono o sono percepiti come ‘diversi’ torna a far parlare di se a poche settimane di distanza dal caso del giovane torinese che per questo tipo di atteggiamento da parte dei compagni ha finito col suicidarsi.

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Proprio oggi è stata diffusa una Lettera aperta che una serie di associazioni e comunità giovanili e studentesche hanno indirizzato al Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni. Nella lettera si nota come l’omofobia stia “mettendo radici sempre più profonde in tutti quegli ambienti in cui un giovane si forma, cresce e condivide le prime esperienze sociali”, tra la quali la scuola. “Sono stati e sono tuttora molti le ragazze e i ragazzi che devono fare i conti con gli scherni del pregiudizio e con la violenza dell’omofobia; violenza che mai come in questo periodo si sta sedimentando nei gruppi giovanili, a scuola, dove colei o colui che ha orientamenti o comportamenti che si discostano dalla maggioranza viene additato in modo dispregiativo come un “deviato” da non imitare, un reietto da tenere a debita distanza e di cui prendersi gioco, un capro espiatorio su cui riversare offese e vessazioni di ogni tipo. E questo indipendentemente dalla reale o presunta omosessualità della persona oggetto di violenze.” “Il 12 maggio prossimo una fetta d’Italia scenderà in piazza per il Family Day, per la tutela della famiglia tradizionale, e Lei sarà tra gli ospiti che interverranno alla manifestazione. Certamente non condanniamo (…) la Sua scelta di intervenire pubblicamente, Le chiediamo però di essere da Lei rappresentati, in quell’occasione. (…) Le chiediamo di parlare a quelle famiglie di omofobia, spiegando loro quanto l’ottusità di chi si oppone al rispetto della condizione omosessuale, rappresenti un ostacolo insormontabile per la tutela delle Famiglie. Le chiediamo di parlare loro di noi ragazzi e ragazze omosessuali, poiché anche noi siamo parte di tantissime famiglie “tradizionali”. Parli del nostro bisogno di essere accettati dai nostri genitori e protetti nel mondo della scuola. Dia voce al disagio di quei genitori disorientati dall’omosessualità dei propri figli; delle paure che queste situazioni familiari generano, delle incomprensioni che sono causa di sofferenza per figli e genitori. (…) Le chiediamo di far sì che il suo intervento, a nome anche delle giovani generazioni; possa questa essere un’occasione in cui ricordare all’Italia che è importante salvaguardare prima di ogni altra cosa la libertà individuale e il diritto alla vita e all’inclusione sociale, senza distinzione alcuna.”

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La lettera aperta al ministro Fioroni (col quale Gay.it sta da tempo cercando di ottenere – finora invano – un’intervista proprio su questi temi) è firmata dai rappresentanti di Arcigay Giovani, AGEDO (associazione genitori, parenti, amici di omosessuali), UdS Unione degli Studenti, ReDS-Rete degli Studenti, Unione Giovani Ebrei, Sinistra Giovanile, Giovani al Centro, Giovani Senza Frontiere, Arciragazzi, Giovani Verdi e Giovani Socialisti. (Roberto Taddeucci)