Omofobia sul posto di lavoro: in quanti non rivelano di essere gay?

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Dati sorprendenti quelli rivelati dalla vicepresidente del parlamento europeo Lunaceck.

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È ancora molto elevato il numero di cittadini europei lgbt che sceglie di tenere nascosto il proprio orientamento sessuale sul posto di lavoro. Secondo la vicepresidente del Parlamento Europeo, Ulrike Lunacek, la percentuale è pari al 72 per cento. L’eurodeputata ha esposto i dati in un video messaggio inviato alla conferenza “Forze di polizia contro omofobia e transfobia” organizzato da Polis Aperta e che si è tenuto lo scorso sabato a Torino.

Secondo Lunacek è fondamentale avere leggi contro la discriminazione, ma non è sufficiente. Bisogna infatti che parallelamente ce ne siano altre che facilitino l’inclusione. “Le persone Lgbt devono spesso autocensurarsi sul posto di lavoro – ha sostenuto – e fra le forze di polizia sono ancora poche le persone che si dichiarano

apertamente. Bisogna lavorare su questo, perché più c’è accettazione meno ci sarà paura e anche la comunità Lgbt potrà vedere le forze dell’ordine come alleate quando si tratta di denunciare crimini legati alle discriminazioni”.

“Bisogna rompere il guscio dell’ignoranza e superare gli stereotipi sulla polizia e sulle persone Lgbt – ha aggiunto la presidente di Polis Aperta, Simonetta Moro – che fanno sì che spesso la stessa comunità Lgbt non abbia fiducia nelle forze dell’ordine e non denunci quindi i reati di cui è vittima. Non bisogna più nascondersi – ha concluso – per evitare che i pregiudizi continuino”.

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