Omosessualità, il senatore D’Anna: “Non si può omologare la diversità”

“Creati per conservare la specie. Ma rispetto questi drammi e sono aperto al dialogo”.

Il senatore Vincenzo D’Anna (Ala) non è nuovo a gesti e dichiarazioni provocatorie, ma questa volta l’ha sparata davvero grossa.

In mattinata il senatore, ai microfoni di Radio Cusano Campus, ha espresso la sua idea di omosessualità: “La natura non la piega nessuno. Non si può omologare la diversità biologica per decreto o per legge. Siamo stati creati per crescere e moltiplicarci, conservare la specie. Non c’è decreto, massificazione e mentalità che tenga. Questa è tutta gente che vota a sinistra e che confonde l’uguaglianza con la giustizia. Pensare che fare uguali gli uomini sia una cosa giusta”.

Dichiarazioni che potrebbero facilmente catalogarlo come omofobo. Ma lui non vuole sentire ragioni: “Non sono omofobo. Vengo contattato da molti ragazzi, mi spiace dirlo, che hanno questo tipo di problema. Vivono una doppia vita perché hanno una ragazza e hanno rapporti naturali con la ragazza e poi nella vergogna e nell’imbarazzo hanno pulsioni omosessuali. In me vedono una figura paterna. Rispetto questi drammi e sono convinto che questa gente debba poter vivere tranquillamente la propria vita e la propria sessualità. Mi invitano a uscire, non ho mai accettato ma sono sempre molto aperto al dialogo”.

Poche settimane fa il senatore si era reso protagonista di altre vergognose dichiarazioni contro le donne: “Dovrebbero essere più caute e attente, qui tutti vogliono fare tutto. Il corpo della donna è oggetto e fonte di desiderio da parte dell’uomo. È un istinto, sarà primordiale, quello che volete”. E, non pago, aveva aggiunto: “Certe volte un tipo di abbigliamento, un tipo di contesto, fa pensare a dei soggetti che siano una manifestazione di disponibilità da parte della donna”.

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2 commenti su “Omosessualità, il senatore D’Anna: “Non si può omologare la diversità”

  1. In questa puntata di Art Attack: Prendete una dichiarazione omofoba, poi, facendovi aiutare da un adulto, usate le forbici dalla punta arrotondata per dividere la frase principale da quella subordinata. Fatto? Bene! Ora con abbondante colla vinilica incollate la frase subordinata alla frase principale unendole dalla congiunzione “ma” che avevamo messo da parte.
    Rileggete l’intero periodo ed ecco che come per magia vedrete apparire i veri pensieri del vostro amichetto ritardato.
    Beh ragazzi, provateci anche voi. Anche per oggi gli attacchi d’arte sono finiti. Io vi aspetto per la prossima puntata con una nuova dichiarazione omofoba. Qui con Giovanni, qui ad Art Attack. Ciao!

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