Onda Pride: dal 7 giugno al 19 luglio, orgoglio gay in tutta Italia

Tredici città, una vera e propria onda arcobaleno travolgerà il paese. Ecco le date.

Torino, Milano, Venezia, Bologna, Perugia, Roma, Lecce, Napoli, Catania, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa, Alghero. Sono queste le tredici città che a partire dal 7 giugno e fino al 19 luglio saranno attraversate dall’Onda Pride. Per la prima volta, non ci sarà un pride nazionale e alcune parate locali. Ogni realtà organizza il proprio pride, con eventi e appuntamenti di ogni genere che preparano la parata conclusiva.

Una grande mobilitazione nazionale, che coinvolga il più possibile tutte le aree del paese e che partirà il 7 giugno da Roma, per rivendicare i diritti e l’uguaglianza per tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Rispetto allo scorso anno, sono raddoppiate le “tappe” che l’Onda Pride toccherà in un mese e mezzo dedicato all’orgoglio lgbtqi: un segno evidente della crescente consapevolezza e presenza della comunità gay, lesbica, bisessuale e transessuale in Italia.

L’ONDA PRIDE IN TUTTA ITALIA

“Da molto tempo, il Pride si va diffondendo lungo l’Italia come buona pratica nel rapporto tra le comunità lgbt e i territori nelle quali sono inserite – è stato spiegato questa mattina a Roma, durante la conferenza stampa di presentazione – . Pertanto cresce ogni anno il numero di città che decidono di mettersi alla prova con la parata dell’orgoglio, sperimentando tutte le volte un coinvolgimento sorprendente della cittadinanza e l’apertura di canali istituzionali che non possono non far sperare in una stabilizzazione di questo appuntamento”.

Ti suggeriamo anche  Brasile, il giudice decide: "Gli psicologi possono curare i gay"

Ad aprire sarà, come detto, il Roma Pride con la parata del 7 giugno che celebra il ventennale del primo Pride capitolino. “L’Onda Pride moltiplica le giornate dell’orgoglio, mette in rete le tante e diverse realtà dell’associazionismo lgbt e le mette in sintonia con un’unica piattaforma rivendicativa – fa sapere ancora Arcigay, coinvolta insieme alle principali associazioni lgbtqi italiane, nell’organizzazione di tutti gli eventi italiani -. Quest’anno tentiamo di passare dal modello del Pride nazionale a quello della Nazione dei Pride, incentivando e valorizzando la mobilitazione non solo della comunità lgbt ma di tutte le comunità locali che l’onda attraverserà”.

Un modo per entrare in contatto con tutti i cittadini, non solo quelli direttamente coinvolti dalla rivendicazione dei diritti non ancora riconosciuti. Una sorta di “patto civile con il Paese” in cui la comunità rainbow “si allea coi cittadini e le cittadine, con gli amici, le amiche, i familiari, i vicini di casa, e scatena un’onda per portare forte e chiara la richiesta di diritti all’attenzione di chi da sempre la ignora totalmente”.

LE TAPPE DELL’ONDA PRIDE

Dopo Roma sarà il turno di Alghero, Bologna, Catania, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Torino, Venezia, che scenderanno per le strade tutte assieme nella giornata che celebra il ricordo dei moti di Stonewall e la nascita del movimento lgbti, il 28 giugno. A chiudere Siracusa il 5 luglio e Reggio Calabria il 19 luglio.

Ti suggeriamo anche  Lovers Film Festival Torino 2019: Boy Erased in anteprima gratuita il 13 marzo

E mentre alcune città ormai celebrano per tradizione l’orgoglio lgbti (come Bologna, Catania, Milano, Napoli, Torino), altre porteranno in strada le rivendicazioni sui diritti per la prima volta. E’ il caso di Alghero, ad esempio, sede scelta quest’anno per il Sardegna Pride; e quello di Lecce. Battesimo dell’orgoglio anche per Reggio Calabria dove si svolgerà il primo pride calabrese in assoluto, e per Siracusa, che assegna alla Sicilia un singolare primato: sono infatti tre le parate dell’orgoglio in programma oltre lo stretto di Messina, a testimonianza della traccia importante e generosa lasciata dalla manifestazione nazionale di Palermo dello scorso anno. Il Pride di Siracusa, inoltre, ha scelto una modalità assolutamente inedita: si svolgerà infatti in barca, sulle tradizionali imbarcazioni aretusee, con partenza da Riva Garibaldi. Sceglie la via della sostenibilità anche il Pride di Milano, che sfilerà senza carri amplificati e con musica originale. Parata a piedi anche per Bologna, dove il Pride è ormai tradizione ventennale, e per Venezia, dove invece la manifestazione fa ritorno dopo un lungo periodo di assenza. Un pride stanziale è la soluzione trovata a Perugia, con un village lgbt all’interno della città. Allarga l’orizzonte a tutto il Mediterraneo, infine, il Pride di Napoli, che candida il capoluogo campano a polo di incontro e riflessione sui diritti e le discriminazioni per tutte le terre che affacciano sul Mare Nostrum.