L’Onu richiama l’Italia: adozioni ai gay e diritto all’aborto

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L'allarme lanciato per la carenza di medici non obiettori. Il rapporto sollecita anche una normativa sulle adozioni per le coppie gay.

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Il Comitato per i diritti umani dell’Onu ha richiamato il nostro Paese su due temi di grande attualità: l’aborto e le adozioni per le coppie omosessuali.

Sull’aborto l’Onu si dice “preoccupato per le difficoltà di accesso agli aborti legali a causa del numero di medici che si rifiutano di praticare interruzione di gravidanza per motivi di coscienza“. La preoccupazione è espressa anche per la distribuzione in tutto il paese dei medici obiettori, e “il numero significativo di aborti clandestini“. “Lo Stato – sottolinea il Comitato – dovrebbe adottare misure necessarie per garantire il libero e tempestivo accesso ai servizi di aborto legale, con un sistema di riferimento valido“.

Nel rapporto si sottolinea inoltre che il nostro Paese “dovrebbe considerare di permettere alle coppie dello stesso sesso di adottare bambini, compresi i figli biologici del partner, e assicurare ai bambini che vivono in famiglie omosessuali la stessa tutela legale di quelli che vivono in famiglie etero“.

Il Comitato dell’Onu rileva come la legge sulle unioni civili varata nel 2016 presenti delle lacune: secondo il rapporto andrebbe anche garantito “lo stesso accesso alle tecniche di fecondazione in vitro per le coppie gay“, oltre all’esortazione a “combattere discriminazioni e ‘hate speech’ nei confronti di persone omosessuali“.

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